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Cronaca

Oggi l'autopsia su Jenny e continua la caccia all'uomo: tutte le ipotesi sulla fuga dell'ex

Posti di blocco e ricerche da amici e parenti ma ancora nessuna traccia del ragazzo che avrebbe ucciso la giovane commessa

Di Carmelo Santonocito

Proseguono le ricerche dei carabinieri dell’uomo indagato per l’omicidio di Giovanna Cantarero, detta Jenny, 27 anni uccisa a colpi di pistola nella tarda serata di venerdì scorso in una strada di Lineri, tra Misterbianco e Catania. L’uomo avrebbe avuto una relazione definita "burrascosa" con la vittima ed è irreperibile dalla notte del delitto.

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Intanto stamane è in programma l'autopsia sul corpo della ragazza uccisa mentre aspettava la madre con una collega, che ha assistito alle fasi dell’omicidio, dopo aver finito il turno nel panificio dove lavorava.

Procura ed investigatori mantengono uno stretto riserbo sulle indagini. Procura e carabinieri del Comando provinciale di Catania confermano solo l’esistenza di un uomo iscritto nel registro degli indagati, ma non forniscono altre indicazioni dal momento. Da indiscrezioni trapelate da ambiente investigativi si è scoperto che l'indagato è un uomo che aveva tentato di intrattenere una relazione con la vittima ma il rifiuto di Jenny avrebbe “armato” la sua mano fino a ucciderla con una vera e propria esecuzione sulla pubblica via. 

e forze dell’ordine stanno anche ripercorrendo la “dinamica” dell’omicidio, diversa da quella di un “classico” femminicidio in cui, di solito, il carnefice non si preoccupa di nascondere il volto, anzi si mostra quasi con ostentazione in tutta la sua violenza. Venerdì sera invece, dal racconto dell’unica testimone (la collega uscita con Jenny allo stesso orario), l’omicida si è presentato a bordo di una moto con un casco integrale in testa, cosa che chiaramente non ha permesso alla testimone neppure di tracciare i lineamenti del volto.

Un’esecuzione che ha lasciato tutti sgomenti ed ha privato per sempre una bimba di quattro anni (nata da una precedente relazione) dell’affetto della sua mamma.
Se l’uomo che le forze dell’ordine stanno cercando è l’autore del delitto è possibile che Jenny l’abbia riconosciuto anche con il casco e la preoccupazione di farsi accompagnare a casa da qualcuno dei suoi congiunti al termine della giornata di lavoro (la madre era venuta a prenderla ndr), purtroppo non è servita a nulla.

È possibile che il rapporto che la giovane donna intratteneva o aveva intrattenuto con l’indagato - definito “burrascoso” da parte degli investigatori - sia la vera causa dell’omicidio. La mancanza di denunce da parte della vittima, può solo far ipotizzare che la ragazza abbia sottovalutato il pericolo o che lui non avesse mostrato realmente di che pasta era fatto e abbia nascosto in qualche modo la sua indole di uomo possessivo e violento.    

Il fatto che l’uomo, di cui parlano ormai tutti i social e i media, non si presenti agli investigatori getta pesanti ombre su di lui.   I carabinieri continuano la caccia all’uomo giorno e notte con posti di blocco ma soprattutto tentando di trovare l’indagato da amici o parenti che potrebbero dargli ospitalità.  Il delitto di Jenny ricorda quello di Vanessa Zappalà, 26 anni, uccisa ad Aci Trezza frazione di Aci Castello dal suo ex fidanzato mentre passeggiava con amici sul lungomare. L’assassino Antonino Sciuto, che dopo il delitto si è suicidato impiccandosi, era però stato denunciato dalla vittima ed era sottoposto, dopo un periodo ai domiciliari, al divieto di avvicinamento. 

Jenny Cantarero, abitava a Catania e ogni giorno veniva a lavorare al panificio-pasticceria di Lineri, all’incrocio fra le vie Allende e Nobel, a poche centinaia di metri dal confine con Catania dove risiedono anche i genitori della ragazza che, da venerdì sera, non si danno pace per quanto accaduto alla figlia. 

 

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