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Siracusa e provincia, 15 lavoratori in nero in 20 attività , denunce per 7 imprenditori

Di Carmen Greco |

I carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Siracusa, durante il periodo estivo, hanno intensificato i controlli finalizzati al contrasto del lavoro sommerso, dello sfruttamento di manodopera e delle violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I militari, insieme ai colleghi del Comando provinciale e d’intesa con il Dirigente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno ispezionato 20 attività.

Gli accertamenti hanno riguardato aziende del settore edile, ristorazione, traslochi e case di riposo. In seguito ai controlli a Noto, Solarino, Carlentini, Priolo Gargallo, Rosolini e Siracusa, sono state esaminate 58 posizioni lavorative, di cui 13 sono risultate irregolari sotto il profilo contributivo e retributivo, mentre 15 lavoratori sono risultati occupati senza alcuna garanzia occupazionale poiché prestavano la propria attività completamente in nero. Nei confronti dei titolari di 7 delle 20 attività ispezionate, inoltre, è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per avere utilizzato in nero più del 20% della forza lavoro.

Per altri 7 imprenditori è scattata la denuncia per diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro che riguardano la mancata adozione nei lavori in quota di precauzioni atte a eliminare il pericolo di caduta dall’alto, l’utilizzo di lavoratori senza averli fatti sottoporre a preliminare visita medica di idoneità alle mansioni e la mancata verifica dei requisiti tecnico-professionali per aziende appaltatrici di parte delle opere in corso di realizzazione.

Inoltre, un datore di lavoro è stato denunciato per avere predisposto un sistema di videosorveglianza idoneo al controllo a distanza dell’operato dei dipendenti. Nella circostanza è stata disposta la rimozione, ovvero la cessazione di ogni attività di videoripresa, sino alla regolarizzazione dell’impianti secondo la normativa vigente. Le sanzioni amministrative ammontano ad oltre 60mila euro e le ammende contestate a oltre 40mila euro. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA