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Cultura

"L'isola degli arrusi", una mostra sugli omosessuali catanesi mandati al confino dal fascismo

Un video, uno spettacolo teatrale e una mostra fotografica per un percorso artistico che verrà inaugurato il 12 luglio, tra il museo Mandralisca e il ristorante «La Galleria»

Di Redazione

Un video, una rappresentazione teatrale e una mostra fotografica ripercorrono le storie di 45 omosessuali catanesi che nel 1939 furono mandati dal fascismo al confino in un’isoletta delle Tremiti. A quella vicenda è dedicato un percorso artistico a Cefalù, che verrà inaugurato il 12 luglio, tra il museo Mandralisca e il ristorante «La Galleria». Verranno esposti tra l’altro video e disegni dell’artista Pupi Fuschi, sarà proiettata una rappresentazione teatrale dell’attore Vincenzo Crivello (accompagnato dai pupi della memoria di Angelo Sicilia e Giuseppe Quolantoni), sarà allestita la mostra fotografica «L'isola degli arrusi, 1939» di Luana Rigolli. 
 I 45 omosessuali catanesi furono arrestati e confinati per ordine del questore Alfonso Molina che in un  documento conservato all'Archivio Centrale di Stato come «la piaga della pederastia in questo capoluogo tende ad aggravarsi e generalizzarsi perché i giovani, finora insospettati, ora risultano presi da tale forma di degenerazione sessuale sia attiva che passiva...Ritengo pertanto indispensabile, nell'interesse del buon costume e della sanità della razza, intervenire con provvedimenti più energici perché il male venga aggredito e cauterizzato nei suoi focolai. A ciò soccorra, nel silenzio della legge, il provvedimento del Confino di Polizia, da adottarsi nei confronti dei più ostinati, fra cui segnalo l'individuo...».

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Erano uomini tra i 18 e i 54 anni accusati di reati contro il buoncostume e l’integrità della razza. Gli omosessuali di Catania venivano chiamati con un termine spregiativo, «arrusi», che ora dà il titolo alla mostra. 
 Con lo scoppio della guerra, nel 1940, furono rimandati a casa e il confino commutato in un’ammonizione di durata biennale.
 

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