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Economia

Autorità portuale Catania-Augusta, Di Sarcina verso la presidenza tra le polemiche

Forza Italia contesta la scelta e il metodo, oltre a smentire il sottosegretario Cancelleri  sulle consultazioni che hanno portato all'inividuazione del nuovo presidente

Di Redazione

C’è il nome che può diradare le “nebbie del porto”, sciogliere l’interminabile stallo tra destra e sinistra, politica nazionale e regionale su una carica cruciale per rimettere sulla giusta rotta i porti di Catania e Augusta, e che entro tre settimane - previa intesa della Regione e ultimi passaggi nelle commissioni Trasporti di Camera e Senato - metterà fine alla lunga stagione dei commissariamenti e al rebus sul nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale. 

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Il nome, già circolato in passato nell’inestricabile groviglio di accordi mancati e veti incrociati - tra cui quello della Regione sulla proposta del ministro Giovannini dell’attuale commissario ingegnere Alberto Chiovelli - è quello dell’ingegnere Francesco Di Sarcina, attuale segretario generale dell’Autorità del Mar Ligure Orientale, pronto a tornare in Sicilia, dove per 13 anni ha ricoperto il ruolo di segretario generale dell’Autorità portuale di Messina. «Non siamo per il muro contro muro ma per gli interessi della nostra terra, e lo dimostra il fatto che il nostro nome era quello di Luca Lupi attualmente impegnato a Civitavecchia - afferma il sottosegretario delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri - riteniamo che questa possa essere una scelta che metta fine al commissariamento e all’immobilismo dello scalo di Catania, che riteniamo sia responsabilità della Regione, e che con l’interramento della ferrovia potrà spostare ad Augusta i container che penalizzano l’attività crocieristica e aprirsi alla città, mettendosi allo stesso livello di Palermo dove nel 2024 sono previsti investimenti per oltre 500 milioni. Nelle scorse ore abbiamo incontrato l’ingegnere Di Sarcina, un tecnico di lunga esperienza sul quale c’è la convergenza dei vari gruppi parlamentari, e che ci ha confermato la sua disponibilità, cosa che ho riferito al ministro Giovannini anticipandogli che entro questa settimana gli avrei risolto un problema. Spero anche che il nuovo presidente sia libero da condizionamenti politici e si metta subito al lavoro». 

Ma le parole e i propositi del sottosegretario Cancelleri non vengono condivise da Forza Italia. «Ancora una volta le ragioni del porto di Sistema di Augusta e Catania - spiega la deputata forzista Stefania Prestigiacomo - rischiano di essere penalizzate da logiche che nulla hanno a che vedere con le esigenze di sviluppo e di virtuosa gestione della portualità della Sicilia sud orientale, snodo chiave del Mediterraneo. Il vice ministro Cancellieri, a leggere le sue recenti dichiarazioni, sembra ignorare che Augusta è il principale scalo petrolchimico del Mezzogiorno ed uno dei più importanti d’Italia. Il problema della portualità della Sicilia sud orientale sarebbe, a suo dire, limitato a eliminare i container da Catania per far spazio a qualche nave da crociera in più. Con questa scarsa conoscenza del territorio e delle sue potenzialità fa il paio il metodo superficiale con cui sarebbe stato scelto il nuovo presidente dell’autorità portuale».

Forza Italia afferma di non esse stata consultata sull'ipotesi Di Sarcina. «Con chi ha parlato il vice ministro? - si chiede la Prestigiacomo -. Con tutto il rispetto per il nome proposto, ancora una volta questa indicazione appare frutto dell’esigenza di liberare un posto in Liguria e non di dare alla Sicilia orientale la migliore governance. Grottesco appare, poi, che venga citato come elemento dirimente per la scelta della autorità portuale di Augusta e Catania il gradimento dell’ottimo presidente dell’Autorità portuale di Palermo. Augusta e Catania hanno bisogno di una guida che sia espressione del territorio che abbia una profonda conoscenza delle problematiche economiche legate alla sua portualità e sappia interpretarne e valorizzarne le potenzialità con professionalità e passione».

Rincara la dose Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.: «È grave leggere sulla stampa alcune dichiarazioni del sottosegretario Cancellieri, in base alle quali sullo stesso nome sarebbero stati sentiti tutti i gruppi parlamentari. Questa è una enorme falsità, dato che Forza Italia, per esempio, non è stata mai interpellata a riguardo. Pertanto, chiediamo che il sottosegretario Cancellieri rettifichi immediatamente quanto ha falsamente riportato a suo nome dalla stampa o lasci il suo incarico, perché scelte tanto delicate devono essere prese in trasparenza e il più possibile condivise nei fatti. Il gioco delle tre carte su materie così delicate è inaccettabile. Chiediamo, dunque, al ministro Giovannini che si proceda alla nomina del Presidente dell’Autorità di sistema della Sicilia sud orientale, da troppo tempo ormai commissariata, con metodo condiviso come già accaduto per altre Autorità». 

Sulla vicenda interviene anche l'assessore regionale alle Infrastrutture e commissario di Forza Italia per la provincia di Catania, Marco Falcone: «Il futuro dell’Autorità di sistema portuale di Sicilia orientale deve essere svincolato dalle logiche autoreferenziali che finora hanno dominato il dibattito sulla nuova governance. In questo senso, appare opportuna la presa di posizione degli onorevoli Barelli e Prestigiacomo che, nei giorni scorsi, era stata preceduta dall’allarmato appello della Regione Siciliana».

«Sul nome del nuovo presidente - prosegue Falcone - siamo ad uno stallo ormai intollerabile che, purtroppo, rischia di avere ricadute negative sull’ente. Non entriamo nel merito dei nomi, ma chiediamo che il ministro Giovannini non si presti a strumentalizzazioni e giochi di potere che non fanno gli interessi della Sicilia. Ad andarci di mezzo sarebbe infatti la governance di uno degli enti più strategici per l’Isola, quell’Autorità portuale di Augusta e Catania che, da strumento di sviluppo, verrebbe sminuita a merce di scambio per bizantinismi politici», conclude l’esponente forzista.
 

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