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Economia

Se il Ponte rientra dalla finestra tra Recovery e Agenda 2027

Ecco Il Piano inviato all’Ue dal Govenro: il corridoio scandinavo-mediterraneo va completato unendo risorse di Pnrr, Fesr e Fsc. Alla Sicilia 7,3 miliardi di Fesr e 1,9 di Fse+

Di Michele Guccione

La bozza della nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2021-2027, o “Accordo di partenariato”, predisposta dalla ministra per il Sud, Mara Carfagna, e trasmessa a Bruxelles lo scorso 23 giugno, è coperta dal massimo riserbo, a Roma come a Bruxelles.

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Tuttavia una copia è trapelata e La Sicilia ha potuto prenderne visione. Nelle 64 pagine oggetto di confronto con la Commissione Ue (e, quindi, non definitive) c’è molto Sud, molto più di quanto ve ne sia nel “Pnrr”. Vero è che il “Pnrr” stanzia 82 miliardi per il Sud più 8,4 del React-Eu, ma la strategia mirata dei fondi strutturali per il Sud (54 miliardi) unita a quella del Fsc (58 miliardi) può essere molto più incisiva del “Pnrr”.

 

 

E a sorpresa la bozza sembra risolvere il “problema dei problemi” lasciato in sospeso dal “Pnrr”: il Ponte sullo Stretto di Messina. Non lo cita espressamente, però crea le condizioni politiche e istituzionali perché sia finalmente autorizzato e finanziato, nel paragrafo dedicato all’obiettivo “3” della mobilità per un’Europa più connessa.

La Policy 3 punta a fare convergere gli assi di trasporto a medio-lungo raggio verso i corridoi europei Ten-T e a sviluppare gli spostamenti a scala regionale e gli accessi ai nodi urbani. Strategie molto costose che vanno realizzate, è scritto nella bozza del governo, coordinando i progetti del “Recovery”, del Fesr e del Fsc e mettendo insieme i relativi fondi. Insomma, incastrare le tessere del mosaico. 

«L’obiettivo del completamento della rete Ten-T - si legge nella bozza - sostiene l’avanzamento delle connessioni ferroviarie nei segmenti meridionali del “Corridoio Scandinavo-Mediterraneo” avviate nei precedenti cicli di programmazione e caratterizzate da diversi livelli di avanzamento, fisico e finanziario. Stante il cogente vincolo di limitatezza delle disponibilità di quote del Fesr plausibilmente allocate all’intero obiettivo di Policy 3, tale obiettivo sarà perseguito prioritariamente con le risorse del “Recovery” e del “Fsc” e con le quali gli interventi finanziati con il Fesr dovranno pertanto coordinarsi. Inoltre, per sostenere la multi-modalità e la logistica, il Fesr potrà finanziare interventi sulle dorsali ferroviarie e connessioni di “ultimo miglio” dei nodi portuali e logistici della rete centrale e globale».

Se si ricorda che il “Recovery” già finanzia con il “Pnrr” l’Alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e da Palermo a Catania fino a Messina, si intuisce che le risorse regionali del Fesr, più esigue, potrebbero servire a costruire le opere di collegamento e che il Ponte potrebbe essere finanziato col Fsc. Infatti, come si fa a completare il “corridoio europeo” Scandinavo-Mediterraneo senza collegare Reggio Calabria con Messina? Sarebbe come assistere ad uno dei cartoni animati di Osvaldo Cavandoli che negli anni ‘70, per pubblicizzare le pentole a pressione della Lagostina su “Carosello”, inventò “La linea”, che interrompeva per zittire le ossessive lamentele dell’omino, facendolo cadere nel vuoto.

Nella bozza trovano poi spazio i collegamenti ferroviari verso i nodi urbani per migliorare l’accessibilità di area vasta, le infrastrutture e la digitalizzazione delle Zes, l’elettrificazione delle ferrovie e la sicurezza di ponti e viadotti. Per quanto ci riguarda più da vicino, possiamo anticipare che la prossima programmazione dei fondi strutturali Ue 2021-2027 assegna al Por della Sicilia con i fondi Fesr 7miliardi e 392milioni, di cui 4miliardi e 101milioni è il contributo Ue e 3miliardi 291milioni il cofinanziamento nazionale (nel Piano 2014-2020 il Fesr riceveva dall’Ue di più, 4,5 miliardi); mentre stanzia in aumento rispetto a prima per il Fse+ (1 miliardo e 912milioni, di cui 1miliardo e 60milioni da Bruxelles e 851milioni da Roma; il Piano passato contava su 820milioni). Questa volta, invece, il fondo Feampa per la pesca è gestito a livello centrale ed è dotato di 987milioni in totale.

La Sicilia, inoltre, dovrà avere la capacità di partecipare alla più grande “torta” dei Piano operativi nazionali dedicati al Sud: 5,6 miliardi per l’Innovazione; 583 milioni per la Sicurezza; 625 milioni per la Salute; 2,8 miliardi per la Lotta alla povertà; 3,2 miliardi per giovani, donne e lavoro; 2,5 miliardi per scuola e competenze; 1,9 miliardi per Metro Plus e città medie del Sud; 648 milioni per la Cultura; 1,1 miliardi per la Capacità di coesione. E ancora, i programmi complementari Asilo, Migrazione e Integrazione; Fondo sicurezza interna; Strumento di sostegno per la gestione delle frontiere. Infine, i programmi Interreg per realizzare progetti con altri Paesi: ci riguardano quelli con Malta, Grecia, Francia marittimo, Tunisia, Bacino del Mediterraneo, Mediterraneo, Adriatico-Ionio. 

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