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Catania

Banco Alimentare, ricavato lotteria donerà quasi 200 mila pasti a bisognosi

Di Redazione
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BELPASSO (Catania) - “L'Open Day del Banco Alimentare è stato davvero una festa, ma sapere che con il ricavato della lotteria “Gioca Banco: chi dona vince” saremo in grado di offrire 198.352 pasti a chi ha bisogno, ci riempie di gioia”. Le parole di Pietro Maugeri, presidente del Banco Alimentare della Sicilia onlus, descrivono esattamente l'atmosfera di sabato pomeriggio (30 giugno 2018) nell'affollatissimo magazzino di Valcorrente. Tra giovani, volontari, operai, imprenditori e una infinità di bambini - e anche di mamme in attesa - l'evento a costo zero organizzato da Catania è stato un momento perfetto per trasmettere il vero significato del concetto #IoNonSpreco. “No spreco, Sì party” era il titolo del pomeriggio che ha saputo coniugare perfettamente “il senso del recupero, da quello alimentare a quello, ben più alto, dell'uomo che si attiva con un gesto semplice e perfetto come il dono”, ha spiegato Pietro Maugeri.

Il pomeriggio è iniziato in perfetto orario alle 17.30 con l'estrazione dei 47 numeri vincenti associati alla lotteria “Gioca Banco: chi dona vince” e qualcuno ha avuto la fortuna di festeggiare la buona sorte dal vivo, come la signora Teresa che ha vinto un vacanza per due persone o Lucy che ha portato a casa un set per la cura dei capelli. Ma sono tanti i premi che stanno aspettando di essere ritirati dai proprietari dei biglietti vincenti. La cucina antispreco di Alberta ha catalizzato l'attenzione di grandi e piccini. E tra la ricetta del dado vegetale a quella degli hamburger di lenticchie o del pane azimo erano in tanti – persino tra i bambini - a chiedersi se a casa mettevano già in pratica i consigli di Alberta. A iniziare da quello di controllare la data di scadenza degli alimenti che si hanno nel frigorifero per evitare di acquistare cose nuove e, magari, inutili.

Un concetto che Domenico Messina, direttore del Banco Alimentare della Sicilia onlus ha illustrato benissimo durante la presentazione dell'attività del Banco Alimentare che opera, nella parte orientale della Sicilia, grazie a “480 realtà caritative che sono il nostro referente più prossimo e la dimostrazione che due mani che si incontrano sono quelle giuste per aiutare gli altri. Ciò che doniamo non è solo un pranzo, ma una speranza. Ma è anche una filosofia, un principio sociale tramite cui si dà valore a ciò che prima un valore non aveva. Non solo, contribuire a non creare rifiuti – ha concluso Messina - è un dovere per la società in cui viviamo”.

Regole importanti e benessere che non si creano in modo automatico ma sono frutto di una organizzazione che ogni giorno si dà da fare per aiutare il prossimo e che “riesce a moltiplicare in modo esponenziale il valore di ogni euro che riceve” ha sottolineato Maugeri. Un valore che si basa soprattutto su una oculata gestione delle spese, ma se si pensa che ogni giorno il Banco Alimentare della Sicilia dà da mangiare a 130.000 persone non è difficile comprendere che è stato importantissimo aver acquistato il singolo biglietto di due euro, ma che questo aiuto durerà appena un paio di giorni.

Un grazie particolare va ai tre studenti della Facoltà di Architettura di Catania - Cristina Licciardello, Dario Caccamese e Gianluca Petralia - che sono riusciti a trasformare gli spazi del magazzino di Piano Tavola in una meravigliosa installazione che si è prestata a mille interpretazioni, non ultima quella di diventare anche parco giochi per i bambini alla fine del pomeriggio.

“Non volevamo creare elementi puntuali, ma dare dinamismo a tutto l'allestimento. Il nostro progetto - ci hanno spiegato Cristina, Dario e Gianluca - è partito da elementi puri compenetrati (come il parallelepipedo o il cubo), che poi sono stati smaterializzati. I pallet ci sono serviti per creare un'isola che è nata dall'idea di un cubo ed è stata poi smaterializzata in quote diverse: palco, seduta, installazione verticale e punto di esplosione del verde. Anche se altezze e funzioni sono differenti il progetto è unico e comprende, contemporaneamente, il dentro e il fuori”.



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