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Lavoro

Asu e i ritardi della Regione, ora i sindacati chiedono di accelerare

Diverse sigle sindacali hanno chiesto un'audizione urgente a due commissioni Ars

Di Redazione

Una audizione della II e V Commissione legislativa dell’Ars, in cui siano invitati, in rappresentanza del Governo regionale, gli assessori al Lavoro e al Bilancio che abbia al centro la problematica del personale Asu e l’attuazione delle procedure di stabilizzazione dell’intera platea di lavoratori.

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E’ questa la proposta sottoscritta dalle segreterie regionali Sicilia di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Temp, Ugl Ale, Confintesa, Cobas Codir, Ugl Autonomie e Usb.

«Riteniamo che non sia possibile attendere i tempi della Corte Costituzionale per risolvere la vertenza Asu - affermano le organizzazioni sindacali - e quindi nella Legge Finanziaria 2022 vanno apportate le opportune correzioni per dare a questa platea, finalmente dopo quasi 25 anni, stabilità e certezze. Ad oggi lamentiamo l’interruzione di un dialogo proficuo con l’Assessorato nella sede propria, che era stata individuato nel “Tavolo permanente”, oltre al fatto di assistere ad una serie di iniziative (l’ultima delle quali la richiesta di autorizzazione alla “storicizzazione” della spesa), che appaiono slegate da ogni logica concertativa che pure aveva prodotto i suoi frutti. Inoltre, nessuna ulteriore notizia si ha circa la naturale e necessaria interlocuzione col Governo Nazionale, così come regna il silenzio sull’ apertura formale di un “Tavolo” presso il Ministero. Il Governo Regionale – rilevano le segreterie siciliane - punta solo alla difesa dell’articolo impugnato ma sussistono seri dubbi per tempistica e temporalità sulla finestra di applicazione della legge e sul fatto che, anche nel caso di vittoria davanti alla Corte, questa possa essere applicata, condizione fondamentale per potere risolvere tutti gli ostacoli verso la stabilizzazione. Per questi motivi, le Organizzazioni – evidenziano dalle Sigle sindacali - si sono proposte di accompagnare la delegazione Governativa regionale a Roma, non escludendo iniziative di lotta e mobilitazione a sostegno della vertenza»

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