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Messina

Messina, al via le demolizioni della baraccopoli di Fondo Saccà

I lavori riguardano un'area dove vivevano ancora 56 famiglie messinesi

Di Redazione


«È una giornata storica per Messina: iniziano le operazioni di demolizione della baraccopoli di Fondo Saccà. Fino ad oggi solo una baraccopoli era stata totalmente abbattuta e bonificata. Finalmente si restituisce dignità ad una zona della città garantendo alloggi a 65 famiglie messinesi». Lo dice il deputato messinese del M5s Francesco D’Uva.

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«L'abbattimento della baraccopoli di Fondo Saccà - continua D’Uva - rientra nel progetto 'Capacity' realizzato nel 2019 con l'intento di riqualificare le zone più degradate della nostra città supportando le famiglie più indigenti con nuove abitazioni. Tale demolizione rappresenta un primo ed importante passo nel percorso di bonifica e di rilancio delle zone che ospitano le tristemente note baracche. Dopo decenni di silenzi e promesse mai mantenute si comincia a rimarginare una ferita profonda, incisa nel cuore e nell’anima della comunità messinese». 

Per il deputato è «un primo passo che sarà supportato e corroborato, nei prossimi mesi, con le operazioni di abbattimento e ricostruzione che saranno realizzate con i 100 milioni di euro stanziati, lo scorso maggio, dal governo per la riqualificazione delle baraccopoli messinesi. Restituiamo dignità alla nostra città e mettiamo fine ad un incubo per migliaia di cittadini». 

A oltre cento anni dal terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria, nella città dello Stretto ancora oggi migliaia di persone, soprattutto povera gente, vivono in baracche di mattoni rossi, cartongesso, legno, lamiera e tetti in eternit, materiale composto anche da amianto che provoca il cancro, su un'area di 54 mila metri quadrati.

 

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