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Covid, in Germania la Merkel chiude tutto: lockdown duro da mercoledì

Di Rosanna Pugliese |

BERLINO – Angela Merkel ha scelto la linea dura: da mercoledì in Germania scatterà il lockdown con negozi e scuole chiuse, divieto di assembramenti, di consumo di alcol per strada e fuochi d’artificio di Capodanno al bando. E, questa volta, non ha dovuto litigare con i Laender: in meno di un’ora, i governatori e la cancelliera si sono riuniti in un vertice convocato d’urgenza di fronte agli sviluppi della pandemia dell’ultima settimana. Tutti d’accordo sul fatto che i numeri del Covid, «richiedono un’azione immediata».

Fino al 10 gennaio, quindi, stop al commercio al dettaglio (con l’eccezione di alimentari, farmacie e pochi altri ritenuti essenziali) e all’obbligo di presenza nelle scuole, finora rimaste sempre aperte dal riavvio delle lezioni ad agosto. Le concessioni, annunciate per le feste di Natale e Capodanno appena qualche giorno fa, vengono di fatto revocate: il divieto di contatto non consentirà di festeggiare fra più di 5 persone (bambini e ragazzi sotto i 14 anni esclusi), e sarà proibita la vendita dei fuochi d’artificio. Bandito anche il vin brulè, con il divieto di consumare alcol per strada. Sarà invece possibile la celebrazione delle messe religiose: a condizione che si rispettino le distanze di 1,5 metri in chiesa, e che non si canti. Scelte che arrivano dopo lo shock del record di 30 mila contagi e i quasi 600 morti in 24 ore, segnato due giorni fa. La Merkel non ha usato giri di parole: «i provvedimenti di novembre non bastano, i casi aumentano ed è ripresa la crescita esponenziale della diffusione del virus. Siamo costretti ad agire, e adesso lo facciamo». Pure più enfatici – e non è una novità – i toni del presidente della Baviera Markus Soeder: «Lo scenario di Bergamo è più vicino di quanto si creda. Per impedire che questo accada anche in Germania, bisogna agire in modo conseguente». Secondo il governatore, che molti vedono papabile candidato cancelliere dei conservatori alle prossime elezioni federali, il Paese che meglio ha gestito la prima ondata della pandemia «potrebbe nella seconda diventare ‘il casò d’Europà». «La pandemia è una catastrofe, sta provocando la più grande crisi degli ultimi 50 anni», ha denunciato, sostenendo che nella Repubblica federale sia al momento «fuori controllo». Il sistema sanitario è sotto stress, la constatazione all’unisono dei leader, e «in qualche caso il triage è già una realtà, laddove si deve prendere la decisione di rimandare alcuni interventi a causa del sovraccarico delle strutture», ha incalzato Soeder.

Il semi lockdown scattato il 2 novembre – quando sono stati chiusi al pubblico ristoranti, istituzioni culturali, centri sportivi e gli alberghi al turismo – ha fallito. In alcuni Laender l’allarme è già stato lanciato in settimana, quando la Sassonia ha disposto ad esempio la chiusura delle scuole già da lunedì. Il ministro delle finanze Olaf Scholz, intanto, ha rassicurato sul fatto che il governo «non ha mai lasciato sole le imprese» nella pandemia. E ha annunciato l’aumento dei fondi per chi viene colpito dal lockdown: i contributi accessibili passano da 200 mila a 500 mila euro nel terzo pacchetto di aiuti ponte e sono previsti investimenti da 11 miliardi di euro in più al mese. Con oltre 1,3 milioni di contagi complessivi e 21.787 vittime, la Germania punta a poter ricostruire le catene di contagio, tornando sulla soglia di 50 infezioni la settimana (contro una media attuale di 169) ogni 100 mila abitanti. Al lockdown, secondo Merkel e i governatori dei Laender, non c’era alternativa.  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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