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"Vira, se muoio questo è il tuo nome"

La mamma scrive i dati sulla schiena della sua bimba di 2 anni. La foto fa il giro del mondo

Di Eloisa Gallinaro

Il nome, Vira Makoviy. La data di nascita, 10 -11-19. I numeri di telefono di mama (mamma) e nana (papà). Sono scritti con una grafia incerta sulla sua schiena di bimba e gridano l’angoscia e la paura di sua madre Oleksandra. Nel primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina ha pensato di proteggerla anche così, prendendo in mano un pennarello e vergandole addosso quei pochi, essenziali dati che avrebbero conservato la sua identità se i genitori fossero morti sotto le bombe di Putin, se la piccola si fosse salvata, magari persa, se qualcuno l’avesse trovata. Poi ha scritto un biglietto con qualche informazione in più, in ucraino e inglese, anche l'indirizzo di casa a Kiev, da lasciarle addosso. 

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 Ha solo due anni, Vira, ma come milioni di altri bimbi ucraini ha già sentito il frastuono delle bombe e delle sirene che fa paura da solo, anche senza capirne il potenziale di morte. Ora è in salvo, non sappiamo dove, e mamma Oleksandra ha trovato il coraggio di raccontare, di condividere su Instagram le ore di terrore e questa storia per ora finita bene. 


 Ha postato la foto della sua piccola Vira, di spalle, con quella scritta sulla pelle che poteva essere la sua ancora di salvezza, ha addosso solo il pannolino e sullo sfondo si respira quell'aria di casa che milioni di bambini ucraini hanno perso. Un tavolinetto rosa piccolo quanto lei, i fogli con i disegni, un giocattolo. 


 «Ho passato cinque minuti a pensare se pubblicare o meno questa foto. I pensieri e i sentimenti si accumulavano, ma non avevo la forza di condividerli. Ma alla fine mi sono convinta: è necessario parlare. Prima di tutto, a me stessa. Ma quanto fa male scorrere la galleria fotografica e rivedere quelle immagini della vita meravigliosa che abbiamo avuto», ha scritto Oleksandra sul post spiegando di aver scattato quella foto il primo giorno di guerra «con le mani che mi tremavano moltissimo nel caso ci fosse successo qualcosa e qualcuno l’avesse accolta come sopravvissuta» e descrivendo i «suoni assordanti e potenti delle esplosioni che si sentono da decine di chilometri». 
 Sul social questa madre coraggio ha postato anche un altro scatto, quello del «foglio spiegazzato» in ucraino e in inglese che «ancora non riesco a convincermi a buttare dalla tasca della mia tuta». 


 E’ stata una giornalista del Kyiv Independent, Anastasiia Lapatina, a twittare la foto della piccola citando l’account Instagram di mamma Oleksandra con un commento: «Le madri ucraine stanno scrivendo i contatti dei familiari sui corpi dei loro bambini in caso vengano uccise e il figlio sopravviva. E l'Europa sta ancora discutendo del gas...». 
 

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