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Ucraina: all'alba forti esplosioni a Odessa, assedio delle truppe russe nel Donbass

Il Cremlino aumenta la pressione a Sud e a Est, Boris Johnson è pronto ad inviare missili anti-nave per affondare le imbarcazioni da guerra russe

Di Redazione

L’obiettivo dell’invasione russa in Ucraina è il Donbass. Ne è sicuro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nel consueto videomessaggio notturno lo ha ribadito: «Le truppe russe vogliono prendere il Donbass e il sud dell’Ucraina. Siamo consapevoli che il nemico ha riserve per aumentare la pressione a est. Qual è il nostro obiettivo? Proteggere la nostra libertà, la nostra terra, la nostra gente. Stiamo rafforzando le difese - ha aggiunto - e bisogna elogiare il coraggio e la resilienza di coloro che difendono le città». Poi sferza l’Occidente: «Occorre anche dire che il nostro Paese non ha ricevuto abbastanza moderni sistemi antimissilistici dagli alleati».

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Pure il Cremlino ammette che il Donbass è al centro della sua «operazione militare speciale: La sovranità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk - spiega il portavoce Dmitry Peskov - è stata riconosciuta dalla Russia. Abbiamo riconosciuto la loro indipendenza. La nostra operazione è stata avviata su richiesta di queste due repubbliche: uno degli obiettivi principali consiste nel salvarle e ripristinare la loro statualità entro i confini del 2014, entro i confini sanciti dalla costituzione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk».

Secondo Peskov, «l'Ucraina è un paese difficile e ostile per la Russia, è un Paese che di fatto ha completamente proibito qualsiasi media di lingua russa, è un Paese che ha reso la lingua russa secondaria e così via».

 

 

Sul fronte bellico lo Stato maggiore ucraino sottolinea che «il nemico continua a effettuare sistematici attacchi missilistici e aerei con armi ad alta precisione su obiettivi militari e civili, ma l’intensità è diminuita». Alle ore 5 locali una decina di esplosioni hanno scosso la città di Odessa, provocate da missili cruise (alcuni intercettati dalla contraerea). Sulla città si sono alzate varie colonne di fumo e si segnalano incendi. Secondo le prime notizie è stato colpito anche un deposito di carburante.

Proprio per alleviare la pressione sull'importante centro costiero - secondo i media britannici - Boris Johnson è pronto ad inviare missili anti-nave per affondare le imbarcazioni da guerra russe che si trovano nel mar Nero. A Mariupol è invece stato ucciso il regista lituano Mantas Kvedaraviius, di 45 anni: stava cercando di lasciare la città sotto assedio quando la sua auto è stata colpita da un razzo. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poco dopo il ricovero. 

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