home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Bengalese in carcere per omonimia

Bengalese in carcere per omonimia
assolto dopo dieci anni a Palermo

Il suo legale è riuscito a dimostrare l’estraneità dell’uomo alla vicenda per cui era imputato

Il legale presenta richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione
Bengalese in carcere per omonimia
assolto dopo dieci anni a Palermo
PALERMO - Per un caso di omonimia un cittadino bengalese, Mohamed Salim, è stato arrestato ed è finito sotto processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato punito con il carcere fino a 15 anni. Accortosi del clamoroso errore, il suo legale ha dimostrato che Salim con la vicenda non c’entrava nulla. L’imputato, al termine di un caso giudiziario cominciato nel 2004, è stato assolto. L’inchiesta parte dall’intercettazione di un cittadino albanese, anche lui col nome di Mohamed Salim, che faceva parte di un’organizzazione che procurava falsi documenti e assunzioni a migranti irregolari. Gli investigatori - a coordinare le indagini fu l’ex pm Antonio Ingroia - trovarono Salim: solo che non si trattava dell’albanese intercettato, bensì l’omonimo bengalese. E in comune i due avevano solo il nome. L’albanese parla l’italiano, il bengalese no. La residenza dei due è diversa. Lo stato di famiglia pure. In più, il Salim estraneo ai fatti è dializzato e difficilmente avrebbe potuto fare su e giù dai Balcani come risultava dalle indagini. Nonostante tutto, però, il Salim bengalese viene arrestato, poi finisce ai domiciliari ed è rinviato a giudizio. Il tutto con un annullamento del decreto di citazione a giudizio per genericità del capo di imputazione. Il legale dell’imputato riesce però a dimostrare l’errore. E oggi, su concorde richiesta del pm che nel frattempo è cambiato - in aula c’era Carlo Lenzi - Salim viene assolto dai giudici della terza sezione del tribunale. «Abbiamo intenzione di fare istanza di risarcimento del danno per ingiusta detenzione. Il mio cliente è stato danneggiato enormemente da questa incredibile vicenda», ha detto l’avvocato Giuliana Vitello, legale di Mohamed Salim. «Ho tentato più volte di far rilevare l’errore - ha spiegato - Fin dall’udienza preliminare, ma senza successo». Salim, peraltro, a causa del procedimento penale subito non ha potuto ottenere il permesso di soggiorno. Ora vive a Monza grazie all’aiuto del fratello, ed è senza lavoro.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa