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Beffa Messina, la vittoria sfuma in zona Cesarini. Il Catanzaro strappa il pari

Il Catanzaro pareggia al 92'. I peloritani avevano sbloccato prima con Stefani su rigore

Di Salvatore Pernice

Messina - Fa tutto Rigione, difensore del Catanzaro. Prima abbatte Orlando in area, mettendo nei guai i calabresi che subiscono il vantaggio del Messina su calcio di rigore, poi pareggia sui titoli di coda quando i peloritani stavano già pregustando tre punti di platino.

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Messina, dunque, che si morde le mani per un successo che sentiva già in tasca. Davvero un peccato, ma la truppa di Grassadonia esce rinfrancata da un match che ha affrontato con coraggio, scacciando tutte le paure dopo gli ultimi black out.

Il Messina parte bene e già al 4' sfiora il vantaggio con De Bode che spizza con l'esterno su punizione di Vincenzo Pepe. Il portiere Bindi mette una pezza spedendo in corner. Il Messina getta subito il cuore in campo e ciò serve a rendere inoffensivo il Catanzaro che si “vede” per la prima volta dalle parti di Iuliano con un tiro sporco di Fofanà. Solo nel finale di primo tempo gli ospiti sfiorano il vantaggio due volte con Ilari. Nella ripresa pronti via e il Messina si accende insieme ai riflettori del “S. Filippo”. E' Bonanno a ricevere in area un pallone d'oro da Orlando, ma il giovane palermitano spara alto. Insiste il Messina che in un'altra ripartenza punge con Orlando che s'infila in area sparando su un difensore. Replica del Catanzaro con Kamarà che spizza a due passi da Iuliano, ma Stefani sbroglia la matassa.

La partita si accende, le due squadre si allungano e c'è più spazio per far male. Il Messina ci prova ancora con Orlando che schizza sulla destra, apparecchiando la tavola per Bjelanovic anticipato con le maniere forti in area. Minuto 62, ancora Messina pericoloso con lo scatenato Orlando che su tocco di Benvenga prova il tap in, respinge Daffara, poi è Bjelanovic che sfiora il palo con un piattone.

L'arbitro poi, al minuto 71, la combina grossa inventandosi un calcio di punizione al limite per un fallo inesistente di Damonte su Kamarà. E arriva per proteste la seconda espulsione nella panchina del Messina (nel primo tempo era stato cacciato Criscuolo, allenatore in seconda). Stavolta il “rosso” tocca al ds Ferrigno imbestialito per quella punizione fantasma. Ma quattro minuti dopo, al 74', il sig. Paolini di Ascoli Piceno indica il dischetto (su segnalazione del guardalinee) per un fallo di ostruzione di Rigione sull'indemoniato Orlando. Stefani (foto Fabrizio Pernice) dagli undici metri trafigge Bindi, candidandosi come primo rigorista dopo gli errori di Corona (a Cosenza) e Orlando (con l'Aversa in casa). Sotto di un gol, il Catanzaro non si arrende e agguanta il pareggio in pieno recupero con Rigione imbeccato solo in area da Barraco.

Un punticino che serve poco ai calabresi che lottano per la promozione, ma che dà coraggio al Messina rinfrancato dopo una prestazione da applausi.

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