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Catania

Festa dei Morti, la Regione salva il servizio treni per il cimitero

Di Cesare La Marca

Catania - Laddove i vivi spesso sono in ritardo o remorano nel perfezionare intese di fondamentale importanza - come per esempio nel caso dell’integrazione tariffaria fra bus e treni - quando si tratta dei Morti (nel senso di ricorrenza dei Defunti) tutti sono finalmente e rapidamente d’accordo sulla necessità di ridurre il traffico privato e incentivare il trasporto pubblico e l’intermodalità per raggiungere il cimitero di via Acquicella.

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Questa sarà l’area da “bollino rosso” assolutamente da evitare da parte degli automobilisti in particolare nei giorni dell’uno e due novembre, a meno di casi di effettiva necessità. Su questo fronte si sta lavorando a fondo, predisponendo un rafforzamento dei servizi di metropolitana e bus, che avranno il principale punto di “scambio” in piazza Giovanni XXIII, laddove le navette dell’Amt collegheranno il centro con via Acquicella. La notizia delle ultime ore è che sarà possibile anche garantire un servizio rivelatosi negli anni fondamentale e utilizzato nei giorni del Due novembre da decine di migliaia di utenti, ovvero il collegamento ferroviario tra la stazione centrale di piazza Giovanni XXIII e la stazione Acquicella.

Un servizio che era quest’anno destinato a essere soppresso, essendo il Comune in dissesto nell’impossibilità di fare fronte alla richiesta di quasi 35mila euro da parte di Trenitalia, situazione che è stata risolta con l’intervento della Regione, non essendo sfuggita all’Amministrazione Musumeci l’importanza della questione. «Ringraziamo la Regione e l’assessore alla Mobilità Marco Falcone - afferma l’assessore Arcidiacono - per un intervento che garantisce di coprire costi per poco più di 33mila euro, mentre da parte nostra predisporremo alcuni servizi, come le pedane per l’accesso ai treni nella stazione di Acquicella». Le opzioni che consentiranno di lasciare a casa l’auto saranno dunque diverse, mentre è allo studio l’ipotesi di lasciare aperta via Zia Lisa, con tutti i relativi controlli, anche per contrastare i fiorai abusivi che qui fanno affari d’oro sul mercato del crisantemo, a discapito dei regolari.

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