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Coronavirus, anche giovani catanesi bloccati a bordo della Costa Smeralda

Catania

Coronavirus, anche giovani catanesi bloccati a bordo della Costa Smeralda

Di Redazione

ROMA - Il responso delle analisi sui due casi sospetti di Coronavirus a bordo della Costa Smeralda è arrivato in serata ed è negativo, ma per tutto il pomeriggio sulla nave ci sarebbero stati grandi tensioni e malumori anche per lo stop che era stato allo sbarco a Civitavecchia. Tra i passeggeri della nave che oggi, alla fine del viaggio, sarebbero dovuti sbarcare per tornare a casa, ci sono anche dei giovani siciliani. Un passeggero pugliese, Liborio Iervolino, ha raccontato del finimondo che si è creato a bordo quando si è saputo che era stato bloccato lo sbarco.

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«Ci sono ragazzi siciliani che devono tornare a Catania e ora che hanno perso l’aereo non hanno i soldi per comprare un nuovo biglietto. Oltre a loro, tanti altri hanno perso le coincidenze e la reception ha fatto sapere che non darà alcun rimborso», ha raccontato Iervolino che ha riferito di un forte nervosismo a bordo anche per via delle sigarette: secondo il regolamento infatti quando una nave è in porto, a bordo non si possono vendere i pacchetti e così i fumatori sono rimasti a secco. 

Anche una coppia di coniugi di Terni testimonia che «c'è nervosismo ed esasperazione, soprattutto per chi ha bisogno di medicine, più che preoccupazione per il virus». I due sono stati contattati dall’ANSA. «Dovevamo sbarcare a Civitavecchia dopo una crociera di sette giorni - ha raccontato l’uomo - e invece siamo ancora qui, senza sapere quando potremo scendere e senza valigie». I due coniugi hanno riferito che «molti orientali a bordo della nave indossano le mascherine». «Ora ci hanno dato delle camere di appoggio - ha detto ancora il passeggero di Terni -, ma senza poter utilizzare i badge di entrata e uscita. Di fatto non abbiamo privacy». 

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