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Catania

Covid e movida, prefetto di Catania: «Più controlli ma serve presa di responsabilità»

Di Concetto Mannisi

Catania - La “movida” sfrenata e a volte anche poco urbana che ha contrassegnato le sere dello scorso weekend; qualche manifestazione di giubilo di tifosi interisti - per quanto catanesi di nascita e di residenza! - freschi di agognato tricolore; infine alcuni atti vandalici registrati in piazza Sciuti.

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Non è stato, probabilmente, il miglior fine settimana che “il prefetto di Catania” avrebbe potuto trascorrere, ma Maria Carmela Librizzi è tanto attenta quanto determinata e questi fenomeni li sta studiando con grande attenzione, cercando quelle soluzioni necessarie per “ricordare” alla cittadinanza che siamo ancora in piena pandemia e che certi sgarri non fanno il bene di nessuno.

«Dopo la rissa in via Pulvirenti - esordisce il prefetto - ci siamo mossi tempestivamente, affrontando la questione in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. E’ stato disposto un pattugliamento della zona e i riscontri li abbiamo avuti. Il fatto è che la “movida” si è subito spostata altrove e questo, pur non sorprendendoci, come dimostra la rapidità di intervento delle forze dell’ordine nei casi emersi durante il weekend, ci porterà a riesaminare le procedure e a produrre un ulteriore sforzo per evitare situazioni come quelle citate in premessa. D’intesa col questore adotteremo delle misure di intensificazione dei controlli che coinvolgeranno tutte le forze presenti sul territorio, ma preferisco non entrare nel dettaglio in questo momento, anche perché prima dovrò parlarne con i rappresentanti dell’amministrazione comunale».

Non è che si corre il rischio di dover fare i conti con la “coperta di Linus”: si tira da una parte se ne scopre un’altra?

«E’ evidente che non abbiamo forze disponibili per presidiare tutte le piazze, azione che peraltro sarebbe, a mio parere, anche controproducente. I ragazzi con i mezzi social di cui dispongono riescono ad avvisarsi e a spostarsi rapidamente da un posto all’altro, ma con un’azione per così dire flessibile, “cum grano salis” che possa evitare anche problematiche di ordine pubblico, siamo nelle condizioni di poter fronteggiare serenamente anche fenomeni come quelli che si sono registrati nelle scorse ore».

I residenti delle aree più interessate dalla “movida” sono esasperati. Tanto più che non di rado c’è chi del coprifuoco se ne infischia.

«Che qualcuno ritenga di poter derogare anche alle regole del vivere civile mi sembra, purtroppo, evidente. Sta a noi creare le condizioni perché le cose possano andare in maniera diversa. Purtroppo le aree da controllare sono tante - la Plaia, i porticcioli, il lungomare, il centro storico.... - ma l’impegno non mancherà. Anche perché lo richiede il momento storico».

Quando lei si insediò fece subito un appello.

«Che ripropongo immediatamente. Anzi, io questo appello lo faccio tutti i giorni. Il comportamento dei singoli per venire fuori da questa pandemia è fondamentale. Per questo dico che serve una presa di coscienza e responsabilità sia da parte dei giovani sia da parte degli stessi adulti, che debbono dare l’esempio. Noi proveremo, con la nostra attenzione, a far comprendere a tutti che se vogliamo metterci tutto questo alle spalle non possiamo abbassare la guardia. Ne va del nostro futuro».

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