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Giuseppe Condorelli: «Il dovere della legalità 29 anni dopo Falcone e Borsellino»

Di Giuseppe Condorelli *

Cos’è la legalità? Cos'è, in particolare, oggi in Sicilia, ventinove anni dopo quel 23 maggio che fece da spartiacque nella lotta alla mafia e nella coscienza civile di molti siciliani, ormai la maggioranza, gli stessi che mi hanno espresso vicinanza per avere reagito, come cittadino e come imprenditore, a un vile tentativo estorsivo perpetratomi nel marzo 2019 da alcuni esponenti malavitosi legati al clan Ercolano-Santapaola?

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Credo che la legalità intesa nella più ampia accezione - dalla difesa dei diritti umani e del lavoro alla protezione degli investimenti, ai diritti di proprietà (compresa la proprietà intellettuale) , ai diritti contrattuali e all’identità legale - è fondamento essenziale di uno sviluppo economico e sociale che sia anche inclusivo e sostenibile.

Una società basata sulla forza della legalità è una società in cui tutti gli attori - governo, imprese e singoli - sono ugualmente responsabili di leggi chiare, eque e prevedibili nei loro effetti.

Lo Stato di diritto è la base di un contesto che sia favorevole lle imprese, le vere leve dello sviluppo. Chi opera in un ambiente sano e scevro da ogni forma di sopruso o atto estorsivo è favorito da una maggiore certezza: quella sicurezza che crea le basi per investimenti e crescita a lungo termine. La legalità, pertanto, non va intesa ragionando soltanto sull’offerta strutturata di norme e regolamenti atti a favorire la corretta dinamica delle relazioni umane, sociali ed economiche, ma anche connettendola alla necessità che tutti gli operatori (e in particolare quelli economici e finanziari) agiscano in modo chiaro, trasparente e sostenibile.

Purtroppo, da tempo quasi immemorabile, in Sicilia la crescente diffusione di attività criminali e mafiose, talvolta anche grazie alla connivenza di alcuni operatori economici ha determinato un freno allo sviluppo del sistema imprenditoriale e agli investimenti di capitali esteri con immediate refluenze negative sul piano dell’occupazione. Si faccia caso al rapporto tra redditività attesa e livello di rischio: l’attenzione dei capitali esteri è in genere diretta verso territori dove si opera per rimuovere gli ostacoli all’attività d’impresa derivanti dai fenomeni di illegalità , inefficienze delle amministrazioni pubbliche e della giustizia civile, limitazioni della concorrenza. Oggi la nostra terra mostra una scarsa attrattività agli occhi degli investitori internazionali poiché non è capace di garantire concretamente una forma di legalità diffusa.

Personalmente ho sempre creduto fortemente nella funzione etico-sociale dell’imprenditore ancor prima della sua funzione economica. Perché l’imprenditore dovrebbe rappresentare un esempio di comportamenti virtuosi oltre che produrre e distribuire ricchezza nel territorio in cui opera. Fortunatamente, dopo le campagne stragiste messe in atto dalla mafia in Sicilia che raggiunsero l’apice con gli attentati a Falcone e Borsellino, si è registrata una svolta nella coscienza civica. Non a caso il messaggio “denunciare conviene”, da me rilanciato nei giorni scorsi, è stato monito forte, dirompente ma condiviso e non più vox clamantis nel deserto. Ecco, soltanto attraverso una presa di coscienza collettiva dell’importanza che riveste la diffusione della legalità nell’esercizio della libertà d’impresa improntata sui valori etici e sociali, si potrà proseguire nella lotta contro ogni forma di criminalità e di mafia che, ancora oggi, rappresentano il male maggiore del nostro Paese.

L’enorme onda mediatica scaturita dal mio atto di denuncia a seguito del vile tentativo estorsivo da me subito nel 2019 ed emerso adesso mi ha lasciato sorpreso, addirittura esterrefatto. Non credevo che nel 2021, un atto di denuncia, per me alquanto naturale, potesse generare così tanto stupore e soprattutto venisse interpretato come un atto di “coraggio”.
Sono fermamente convinto che, se vogliamo garantire un futuro migliore ai nostri figli, in una terra senza mafia e senza soprusi, ogni imprenditore sia piccolo o grande che sia, abbia l’obbligo di denunciare tempestivamente alle forze dell’ordine ogni atto intimidatorio e qualsiasi aggressione.

Oggi il vento è cambiato: l’efficacia e l’efficienza dell’attività investigativa delle forze dell’ordine e la presenza delle istituzioni possono garantire concretamente l’imprenditore che decide di non piegarsi e di non soggiacere dinanzi al racket come a un atto intimidatorio. Ogni cittadino siciliano, nonché imprenditore, deve sapere che esistono solo due strade nel prosieguo della sua vita: o sceglie la via del bene - e quindi deve stare a fianco delle istituzioni e della legalità - oppure sceglie la via del male - quindi rischia di accondiscendere a compromessi e al malaffare. Non ci sono altre vie d’uscita.

* Cavaliere al Merito del Lavoro

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