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Musumeci: «Se i contagi vanno ancora giù pronti a riaprire il 3 con il resto del Paese»

Covid-19

Musumeci: «Se i contagi vanno ancora giù pronti a riaprire il 3 con il resto del Paese»

Di Giuseppe Bianca

Palermo - Non una patente d’immunità, ma un «protocollo di sicurezza», al quale stanno lavorando gli assessorati alla Salute e quello al Turismo con l’obiettivo di «rilanciare l’economia e non seminare morti». A margine della conferenza stampa di ieri a Palazzo d’Orleans sulla vicenda Anas, il governatore siciliano Nello Musumeci è tornato a parlare della fase di transizione che l’Isola si appresta a gestire dopo le criticità severe del Coronavirus di questi ultimi due mesi. Per Musumeci la Sicilia si trova di fronte a «un conflitto tra cuore e ragione. Il cuore vorrebbe che tutti gli alberghi fossero stracolmi e i lidi balneari affilatissimi. La ragione vorrebbe evitare che alla fine di questa estate si dovessero contare nuovi contagi».

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Musumeci rispondendo alla domanda dei cronisti sulla possibilità di invitare in Sicilia il sindaco di Milano Beppe Sala, che intervenendo nei giorni scorsi sulle ipotesi da parte delle isole maggiori (Sicilia e Sardegna) di patenti sanitarie aveva commentato «non verrei lì in vacanza», ha sfoderato il suo miglior slang dialettale: «cà si voli veniri...», aggiungendo altresì: «Dobbiamo stare attenti alle esagerazioni, non è che tutti gli abitanti della Lombardia e del Veneto sono portatori di virus, è chiaro che serve un minimo di prudenza. Il sindaco Sala ha avuto una battuta infelice ma conosce bene il nostro senso di accoglienza». Una fase, quella della responsabilità e della collaborazione a cui non dovrà essere estraneo secondo il presidente della Regione anche il «coinvolgimento degli operatori turistici e degli albergatori. Vorremmo – ha aggiunto – che le linee generali fossero date dallo Stato (la Conferenza delle Regioni è in programma oggi ndr) per indicare una linea omogenea», ma la data in cui verrà attivata la mobilità tra le regioni è ancora da decidere, «molto probabilmente ciò potrà avvenire dal 3 giugno, quella relativa alla mobilità all’interno dell’Isola scade il prossimo 7 di giugno».

Gli scenari a questo punto possibili si riducono a all’anticipazione del termine appena citato al prossimo 3 giugno anziché al 7 «oppure – ha confermato il governatore - manteniamo la vigenza dell’ordinanza e apriremo l’otto di giugno». A sciogliere le riserve dovrebbe provvedere l’incontro in programma oggi, finalizzato anche all’analisi del dato epidemiologico delle ultime due settimane, quelle successive alla progressiva riapertura del post lockdown «se nella fase 2 non ci sarà stato l’aumento dei contagi - ha assicurato il governatore - saremo nelle condizioni di potere affrontare la mobilità interregionale». L’interesse manifestato dai turisti a tornare in Sicilia è stato al centro di un recente incontro del governo regionale con i sindaci delle isole minori, ma rimane da conciliare sempre l'equilibrio col rischio sanitario: «non esiste la sicurezza al 100%, diciamocelo con grande sincerità al di fuori di ogni ipocrisia».

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