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Covid, anche in Sicilia si possono raggiungere le seconde case

Covid-19

Covid, anche in Sicilia si possono raggiungere le seconde case

Di Redazione

Anche in Sicilia è possibile spostarsi nelle seconde case. Il Governo ha infatti pubblicato la FAQ sul nuovo Dpcm dove si spiega come dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa, siano consentiti esclusivamente spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione) ma che è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case. Una circostanza che invece nell’ordinanza del presidente della Regione, che per certi versi è paradossalmente più stringente, che invece non è stata affrontata come è invece accaduto nel caso degli spostamenti verso altre abitazioni: nelò Dpcm, tra le 5 e le 22, una volta al giorno, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione. In Sicilia però si può andare verso parenti e non amici.

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E’ possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone «arancione» o «rossa»), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell'immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. In Sicilia vale questo provvedimento.

La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

PARENTI SI', AMICI NO

Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti (in Sicilia solo parenti) deve sempre avvenire tra le 5 e le 22, su tutto il territorio nazionale e indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22 e le 5 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute.

Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al rientro e questo perché le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare« rientro», appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette «seconde case».

Il titolo per recarsi nella seconda casa, «per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021».

Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, «la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo». La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

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