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Covid-19

Anticorpi monoclonali, Drago: «Medici di famiglia distratti: 400 dosi nei frigoriferi»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - «Medico di famiglia, se ci sei batti un colpo...». C'è qualcosa che non quadra nel complesso sistema messo in atto per utilizzare gli anticorpi monoclonali, i nuovi farmaci che hanno permesso di guarire dal Covid anche l'ex presidente Usa, Donald Trump. A Catania da quasi tre settimane sono arrivate oltre 400 dosi del farmaco che viene somministrato per via infusiva in ospedale soprattutto in quei pazienti a rischio che hanno già i primi sintomi della malattia. L'efficacia dell'anticorpo è dimostrata se si agisce tempestivamente: prima si somministra, prima il paziente ne verrà fuori. Ora a distanza di oltre 20 giorni dall'arrivo al Policlinico-San Marco (centro di riferimento per tutta la Sicilia orientale) di questi farmaci, ancora le richieste di somministrazione da parte dei medici di famiglia e di quelli delle Usca sono soltanto tre. Una, la prima, formulata da un medico generico di Enna e con invio del farmaco al reparto di Malattie infettive del nosocomio di competenza e due al Cannizzaro, che ieri nel reparto di Malattie infettive del primario Carmelo Iacobello sono state somministrate.

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La domanda sorge spontanea: come mai ancora le richieste per utilizzare questo farmaco sono così poche? E' possibile che su tremila positivi solo della provincia etnea nessun medico di famiglia si sia premurato di fare richiesta ai responsabili sanitari? Questa mancanza è causata da strafottenza e superficialità, oppure c'è qualcosa nel complesso iter di somministrazione che fa tenere lontani i medici di famiglia dal seguire l'iter per gli anticorpi? Lo abbiamo chiesto al prof. farmacologo Filippo Drago, responsabile dell'iter degli anticorpi inviati a Catania, che già, una decina di giorni fa, si era lamentato per la carenza di richieste.

«Guardi non so cosa dirle, se non manifestare il mio stupore. Noi abbiamo in deposito oltre 400 dosi e ne abbiamo consegnate sinora soltanto tre, una a Enna e due al Cannizzaro su richiesta del primario Iacobello. Finora ci sono inutilizzate circa 400 dosi. Ho parlato alcuni giorni fa anche col commissario straordinario per il Covid, Pino Liberti, al quale ho detto che bisogna assolutamente fare un appello ai medici d medicina generale. Il rischio è che alla fine il governo possa chiedere indietro le dosi inutilizzate per mandarle altrove».

Lei si è chiesto per quale meccanismo i medici di famiglia non intervengono? Non erano stati messi nelle condizioni di operare per richiedere gli anticorpi? Eppure avete in mano uno strumento molto importante per ridurre l'incidenza di malati gravi negli ospedali... Chi deve agire per superare questa stasi?

Se questi farmaci dovessero andare perduti di chi sarà la colpa? Chi ne risponderà?

«Le procedure sono chiare. Sono i medici di famiglia e quelli delle Usca a doverne fare richiesta. La risposta è chiara. Più di così cosa si può dire di più?».

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