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Qualità dell’aria nel Quadrilatero industriale, deficit nei controlli

Siracusa: i tecnici dell’Arpa arrivano dopo le segnalazioni ma non riscontrano i problemi sollevati dai cittadini

Qualità dell’aria nel Quadrilatero industriale, deficit nei controlli

Numerose le segnalazioni ai centralini di Polizia municipale e Prefettura, ma sfugge l’evento di cattiva qualità dell’aria: i funzionari Arpa non fanno in tempo a effettuare il campionamento.

«Dopo la segnalazione ricevuta, alle 18 circa nei luoghi indicati non è stata rilevata situazione di cattiva qualità dell’aria» dice il dirigente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, Corrado Regalbuto. Le segnalazioni si erano susseguite per tutto il giorno, ma il tempo che la comunicazione giungesse all’Arpa e che i suoi funzionari reperibili arrivassero sul luogo, la “puzza” era svanita. Un deficit nel sistema di monitoraggio dell’aria e un altro evento che sfuggirà dunque al catasto improntato qualche anno fa nei tavoli prefettizi, che serve al territorio e a tutti gli enti, pubblici e privati, coinvolti per studiare insieme strategie di tutela. Per sapere, dunque, cosa si è respirato per tutta la mattinata e il pomeriggio di sabato non resta che affidarsi ai dati delle centraline fisse della ex Provincia che verranno pubblicati oggi sul sito istituzionale. Con i limiti, però, che oramai si conoscono bene: quelle stazioni non registrano buona parte degli inquinanti di natura industriale di cui soffre l’aria del Siracusano.

Per un monitoraggio più approfondito, infatti, che è servito negli ultimi anni anche alla Procura a rintracciare le sostanze ammorbanti che molestano i cittadini del quadrilatero industriale, è stato utile il campionamento a mezzo canister del Comune (analizzato poi dai laboratori Arpa) o il sofisticato laboratorio mobile dell’Airsense. Nessuna delle due condizioni è potuta scattare sabato. A questo proposito, infatti, vanno registrati due passi indietro del monitoraggio dell’aria nelle ultime settimane: lo strumento mobile del canister, in dotazione al Comune dal 2014, non è stato nelle disponibilità della polizia ambientale. Due mesi fa, dopo un campionamento, non è stato restituito dall’Arpa. Per questa ragione sabato, giunte le segnalazioni al centralino di polizia municipale, non si è attivato il protocollo con le squadre di polizia ambientale a effettuare da sé il campionamento, ma le stesse sono state girate all’Arpa. Forse per questo si è perso il tempo necessario a catturare l’evento.

Il secondo passo indietro nel monitoraggio dell’aria riguarda il laboratorio mobile Airsense di proprietà della ex Provincia, capace più di tutti di catturare gli inquinanti di natura industriale della famiglia dei mercaptani: collocato in viale Scala Greca, nel cortile dell’Ipsia, adesso non c’è più. La ex Provincia lo ha spostato a Priolo. Segnalazioni dei cittadini, dunque, cadute nel vuoto. Solo un mese fa a Augusta le telefonate dei cittadini avevano innescato il campionamento da parte dei vigili urbani: i risultati, trasmessi anche alla Procura, parlavano di “notevoli picchi di idrocarburi non metanici, mercaptani e h2s”.

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