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Catania, Sostare e i furbetti del cartellino: ma non è quello del parcheggio

Di Giuseppe Bonaccorsi |

Esplode la grana dei furbetti del cartellino alla Sostare, società che si occupa della gestione degli stalli a pagamento. Secondo quando anticipato dal settimanale “I Vespri”, con un articolo del collega Fabio Tracuzzi, la Procura etnea avrebbe notificato a 17 dipendenti della società gli “avvisi di conclusione di indagine” per i reati di truffa alla società previsti per chi timbra il cartellino e poi va a fare i fatti propri in città.

Secondo quello che emerge dalla fitta cortina di silenzio che ha avvolto la vicenda, a partire da ottobre scorso la presidenza della società, su input del Comune e in particolare dell’assessorato Partecipate, diretto dal vicesindaco Bonaccorsi, avrebbe dato mandato alla società e al presidente Luca Blasi, che ha ottemperato alla richiesta, di avviare una ispezione interna sull’operato dei dipendenti che sarebbe stata effettuata dalla polizia municipale.

Sembra, perché non ci sono riscontri sino a questo momento, che agenti di Pg del corpo municipale avrebbero riscontrato alla fine dei controlli incrociati alcune anomalie riguardanti un gruppo di dipendenti – sembra la maggior parte del settore rimozioni – trasmettendo poi la segnalazione alla Procura, che ha aperto un fascicolo.

A distanza di diversi mesi dalla denuncia il Pm ha disposto la notizia dei 17 provvedimenti di conclusione indagine che sono stati recapitati ai diretti interessati, lasciando prefigurare quasi certamente una richiesta di rinvio a giudizio probabilmente per il reato di truffa. E’ chiaro che a questo punto bisognerà attendere il prosieguo dell’indagine per capire se nel corso degli interrogatori di questi 17 dipendenti la posizione di qualcuno o di tutti verrà chiarita e archiviata. In caso contrario poi si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio.

L’azienda guidata dal presidente Blasi al momento si è riservata qualsiasi dichiarazione sulla vicenda, in attesa che gli organi inquirenti chiariscano la posizione dei dipendenti finiti sotto indagine e informino ufficialmente la direzione della società, probabilmente al termine degli interrogatori. «E’ chiaro, comunque – trapela dalla società – che qualora nel prosieguo delle indagini dovessero emergere evidenti responsabilità di alcuni dipendenti la Sostare, davanti a un eventuale rinvio a giudizio per truffa ai danni della società partecipata, prenderà tutti gli opportuni procedimenti disciplinari per perseguire atteggiamenti scorretti e tutelare gli altri dipendenti della società che nel complesso sono 197» «perché – spiegano ancora dalla presidenza – eventuali atteggiamenti penalmente rilevanti non potranno essere tollerati soprattutto verso chi usufruisce di un posto di lavoro in una città dove la “fame di un posto fisso” ha raggiunto livelli inimmaginabili».

Finora la Sostare, nonostante il dissesto, ha regolarmente garantito lo stipendio a fine mese a tutti i lavoratori.

Il caso Sostare apre un nuovo squarcio sul» comportamento di alcuni dipendenti. E di casi anomali nelle Partecipate ce ne sono tanti, anche se non tutti penalmente rilevanti. Alcune settimane fa la direzione Partecipate ha reso noto che alla Multiservizi veniva corrisposto un milione di euro l’ano per la pulizia degli otto bagni pubblici della città. Una cifra incredibile che è finita sul tavolo del Comune che ha deciso di vederci chiaro. Stiamo parlando di oltre 100 mila euro l’anno per la pulizia di ogni bagno pubblico… Quasi quasi verrebbe voglia di cambiar mestiere…

Qualche settimana fa è poi scoppiato il caso dell’autoparco comunale con lo scandalo del gasolio, sul quale la direzione Ecologia ha presentato una denuncia dettagliata in Procura per un presunto furto di cherosene. Sembra che su questo filone la magistratura abbia già sentito alcuni dipendenti.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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