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Cronaca

Acireale piange Mario, il finanziere vittima dell'incidente sull'A18 dir

Di Redazione

CATANIA - Acireale piange Mario Famoso, il finanziere di 48 anni morto in un incidente dalla dinamica ancora da chiarire avvenuto nella galleria della diramazione dell'A18 verso Catania, quello che in città è conosciuto anche come viale Mediterraneo. Mario Famoso era a bordo della sua moto, una Honda Transalp, e stava percorrendo la A18 Dir in direzione Catania quando a causa di un contatto con una automobile ha perso il controllo del mezzo ed si è andato a schiantare sull'asfalto.

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Sul posto è intervenuta la polizia stradale e un'ambulanza ma per Mario Famoso non c'è stato nulla da fare. La polizia ha cercato di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente, e per effettuare i rilievi del caso il traffico è stato deviato da personale dell’Anas.

La vittima era originaria di Acireale, paese dove era nato e dove viveva. Mario era molto conosciuto ad Acireale, sia per il suo lavoro ma anche per il suo carattere sempre disponibile e sorridente. Mario da anni lavorava nel reparto del Servizio navale della Guardia di Finanza, aveva svolto diverse operazioni marittime e in passato aveva coordinato importanti operazioni di soccorso di migranti nel Mar Mediterraneo partecipando alle missioni Frontex e Triton.

La grande esperienza accumulata e la curiosità per le novità lo avevano portato negli ultimi anni anche lontano dall'impegno sul campo, ma vicino ai giovani. Ha infatti tenuto diversi corsi di formazione e universitari riguardanti il mare e la sicurezza in mare, anche fuori dall'Italia. E il suo prezioso contributo è stato apprezzato dappertutto.

Mario Famoso era un uomo impostato e corpulento e aveva anche un cuore grande, grandissimo. Si impegnava anche in prima persona nella raccolta di sangue con la Fratres di Acireale, dando l'esempio con donazioni regolari. 

Quando non lavorava, Mario si dedicava alla famiglia: era un marito attento ed amorevole oltre che un padre amico e presente. Quando poteva, ma solo quanto poteva, si concedeva un po' di relax con gli amici più cari, una comitiva ristretta con la quale amava mangiare la granita nella sua Acireale. Ora sono in tanti a piangerlo e il suo sorriso contagioso manca già a tutti.

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