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Cronaca

Dopo la coca dal Sud America, la marijuana dall'Albania: Messina si conferma crocevia della droga, altri 12 arresti

Di Redazione

MESSINA - La città dello Stretto si conferma crocevia della droga. Dopo l'operazione di ieri della Guardia di Finanza che ha arrestato 11 persone accusate di far parte di un'organizzazione criminale che gestiva un traffico internazionale di cocaina tra il Sud America e la Sicilia e importava la polvere bianca sotto forma di caffè, oggi una banda italo albanese di trafficanti è stata assicurata alal giustizia dalla polizia.

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Decine di agenti della polizia di Stato sono stati impegnati nell'operazione che questa mattina ha portato all’arresto di 12 persone, tra esponenti di spicco e fiancheggiatori, che facevano parte di questa organizzazione criminale che trafficava droga.

Il blitz arriva al termine di indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina su una banda che trafficava e spacciava sostanze stupefacenti, disponeva di armi e operava nel quartiere popolare messinese Mangialupi. Individuati gli attuali assetti dell’organizzazione, che coinvolge cittadini italiani ed albanesi.

In particolare, l’operazione - denominata Tunnel - ha "decapitato" la linea di comando della banda e ha ricostruito l'organigramma dell’organizzazione criminale in cui ciascuno aveva ruoli e mansioni precise. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di traffico e spaccio di cocaina e marijuana.

«Le indagini rendono evidente che Messina è ormai diventata sede internazionale per lo spaccio di stupefacenti e ha un ruolo sempre più significativo nel traffico di droga», ha detto il procuratore aggiunto Rosa Raffa durante la conferenza stampa delll'operazione Tunnel.

L’indagine della squadra mobile di Messina è stata avviata nel maggio del 2017. Nel settembre dello stesso anno la polizia ha sequestrato, all’interno della galleria ferroviaria dismessa 'Spadalarà, in località Bisconte, quasi 42 chilogrammi di marijuana. A novembre del 2017 altri 32 chilogrammi della stessa sostanza stupefacente sono stati trovati nell’auto di un "corriere".

Durante l’operazione è stato eseguito il sequestro preventivo di beni riconducibili all’Asd "Pool Planet", un’associazione sportiva dilettantistica, già operante in Messina, la cui titolarità, secondo le indagini, era stata attribuita a prestanome di uno degli indagati, Santino Di Pietro, che è stato accusato anche di trasferimento fraudolento di valori. 

Gli arrestati nell’operazione Tunnel dalla polizia a Messina per spaccio di droga e detenzione e armi sono:  Francesco Delia 29 anni, Francesco Di Giovanni, 30, Santino Di Pietro, 21, Antonino Ieni, 59, Francesco Maggio, 35, Salvatore Micari,34, Domenico Pappalardo, 35, Cristian Restuccia, 27, Andrea Caporlingua, 28, e gli albanesi Mizafer Binaj,40, Ajet Cepaj, 50 anni, Rito Mecaj,57 e Ernard Hoxha, 35.

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