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Cronaca

La deputata Occhionero e l'assistente parlamentare mafioso: «Con quel curriculum ha fregato anche me»

Di Redazione

ROMA - «Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità, arrivando a veicolare messaggi mafiosi per conto dei detenuti. Quello che si legge nelle intercettazioni è comunque vergognoso e gravissimo». Lo dichiara la parlamentare di Italia Viva Giuseppina Occhionero (ex Leu) commentando l’arresto del suo collaboratore Antonello Nicosia.

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«La collaborazione con me - prosegue - durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti. Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà -spiega - ho interrotto la collaborazione. Le visite in carcere peraltro sono parte del lavoro parlamentare a garanzia dei diritti sia dei detenuti sia di chi vi lavora. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile».

Nel corso degli accertamenti che stanno eseguendo la Guardia di finanza di Palermo e i carabinieri, è stato trovato il tesserino da collaboratore parlamentare di Nicosia, come assistente della deputata Occhionero.  L’uomo entrava in carcere insieme alla parlamentare, incontrava boss e portava all’esterno i loro messaggi. Durante la perquisizione sono stati sequestrati una carta di credito collegata a conti esteri e un’imbarcazione.

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