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Caso Saguto, in aula l'arringa della difesa: «Un processo anomalo»

Cronaca

Caso Saguto, il legale di Cappellano Seminara: «Mai soldi al giudice»

Di Redazione

CALTANISSETTA - «Quando Silvana Saguto parlò all’avvocato Gaetano Cappellano Seminara di carte non parlava di soldi come è stato detto dall’accusa. E’ chiaro che si parlava di atti di amministrazione». Lo ha detto l’avvocato Sergio Monaco, legale dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, imputato nel processo sul cosiddetto «Sistema Saguto» nel corso dell’arringa difensiva . Il processo, che si celebra a Caltanissetta, ruota attorno alle irregolarità nella gestione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo durante la presidenza di Silvana Saguto, magistrato accusato di corruzione e radiato proprio a seguito dell’inchiesta.

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Il riferimento dell’avvocato Monaco è ai soldi che secondo l'accusa Cappellano Seminara, amministratore giudiziario del "cerchio magico» della presidente, che avrebbe dispensato incarichi in cambio di regali e favori, avrebbe consegnato denaro contante a Silvana Saguto. «Le conversazioni dell’8-10-11 e 12 giugno 2015 - ha continuato il penalista - trattano delle parcelle che l’ingegnere Lorenzo Caramma, marito della Saguto, avrebbe dovuto incassare per l’attività svolta. Si è andati avanti sostenendo che tutte queste conversazioni fossero inerenti a richieste di soldi che potevano essere soddisfatte in poco tempo. L’avvocato Cappellano Seminara aveva disponibilità economiche sui propri conti correnti di milioni di euro, conseguentemente, la faccenda si sarebbe potuta risolvere immediatamente». «Sicuramente non era elegante che la Saguto parlasse di onorari del marito con Cappellano Seminara. Ma non più di questo», ha conclusa.

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