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Cronaca

Sicilia, crisi rifiuti rinviata a metà agosto: 3 discariche per resistere

Di Massimiliano Torneo

SIRACUSA - Emergenza rifiuti rinviata di circa due mesi. C’è una soluzione temporanea, infatti, per i 174 Comuni delle province di Catania, Messina e Siracusa che conferiscono nella discarica di Lentini, prossima alla saturazione. Potranno continuare a portare i rifiuti nella discarica lentinese. Ma una parte di essi, dopo essere stata trattata nell’impianto di Sicula trasporti, verrà dirottata per il conferimento in tre impianti siciliani in cui la Regione ha trovato disponibilità e spazio. Ossia: Gela, Motta Sant’Anastasia e Siculiana.

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Questo consentirà alla discarica di Lentini di ricevere solo una parte dei rifiuti programmati, che equivarrà a una quota non superiore alle 1200 tonnellate al giorno. Quantità che le consentirà di rimandare la temuta saturazione di qualche settimana ancora. Fino a non oltre la metà di agosto, secondo i calcoli degli amministratori del sito. A quel punto si dovrà trovare un’altra soluzione, alla quale gli organi competenti – dal dipartimento regionale Acqua e rifiuti alle Srr, fino ai singoli Comuni – stanno lavorando anche con qualche frizione.

Al momento, dunque, l’emergenza è rimandata. Non ci saranno cumuli di rifiuti per strada. La discarica di Lentini, la più grande di Sicilia, nella quale conferiscono rifiuti da tutti i Comuni delle tre province della Sicilia orientale più qualche comune della Sicilia occidentale (questi, adesso, dirottati nel Trapanese), è riuscita a rimandare la sua saturazione. Secondo i calcoli iniziali sarebbe stata colma per la fine di aprile. Poi si è messo in moto un meccanismo che ha coinvolto inevitabilmente la Regione, per evitare l’emergenza. Gli amministratori giudiziari che al momento sono responsabili dell’impianto, hanno dapprima verificato la possibilità di ricavare spazio, sospendendo contratti di conferimento con “soggetti terzi”. Effettuando, via via, “rilievi altimetrici” sulla vasca in via di riempimento, all’esito dei quali constatavano di poter garantire «il rispetto delle quote previste dal progetto esecutivo autorizzato». Ne sono nate così le proroghe dopo la prima data di stop, che era annunciata per il 30 aprile. L’ultima scadeva ieri.

E adesso, come detto, l’accertamento di spazio «visto che una parte del rifiuto lo porteremo in altre discariche e la nostra durerà un po’ di più», spiegano gli stessi amministratori. Soluzione che resta temporanea: «Durerà – spiegano - fino al massimo fine luglio/metà agosto. A quel punto sarà colma definitivamente».

Emergenza rimandata, dunque. E poi? Sono note le pressioni del dipartimento regionale Acqua e rifiuti sulle Srr (Società per la regolamentazione dei rifiuti) e sui Comuni che le compongono. In due direzioni, Una è quella di incrementare le percentuali di differenziata, diminuendo in questo modo le quote di indifferenziata da destinare in discarica. Pressioni che sono diventate diffide formali a firma del dirigente generale Calogero Foti, anche con richiami a eventuali «responsabilità di carattere civile e penale».

L’altra direzione è quella del trasporto dei rifiuti fuori Regione. Anche in questo caso ne sono nate frizioni tra Srr e Regione. Le Srr, diffidate a ricercare manifestazione d’interesse, hanno pubblicato gli avvisi. Ma si sono limitate a questo. Hanno ottenuto risposte, ma l’istruttoria non è proseguita: «Quell’iter è fermo – ha confidato Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e delegato per la Srr di Siracusa – senza soldi e senza esperienza gestionale dei Comuni in quell’ottica è un’attività inutile». Eppure la Regione ha deliberato 45 milioni dal Recovery fund. Fondi il cui transito, dall’oggi al domani, nelle casse dei Comuni chiamati a gestire il trasporto dei rifiuti all’estero, i sindaci vedono molto improbabile.

Le frizione hanno portato le Srr di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa (l’intero sovrambito della Sicilia orientale) a costituire un tavolo tecnico per produrre soluzioni in proprio, anziché subirle da Palermo. A metà agosto tutti dovranno avere le idee più chiare. A quella data Lentini chiuderà davvero.

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