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Cronaca

Da giallo a rosso, come orientarsi tra i colori degli allerta meteo

Di Redazione

Si sente spesso parlare di allerta gialla, arancione, rossa, e fino a poco tempo fa c'erano anche quella verde e quella nera. Ma sappiamo davvero cosa significano questi colori. Molti forse ricorderanno le polemiche che ci sono state in passato sugli allerta meteo della Protezione civile, con in prima fila il sindaco di Catania che chiedeva di uniformare questo sistema di allarmi. Dall'inizio di quest'anno, si è provveduto a generare un unico codice di allerta per tutte le regioni con la creazione di una corrispondenza biunivoca tra i livelli di criticità e i livelli di allerta, così da “tradurre” l’informazione tecnico-scientifica in un’informazione più immediata soprattutto per i cittadini: non si parlerà più, quindi, di criticità “ordinaria”, “moderata” o “elevata, ma di allerta “gialla”, “arancione” o “rossa”.

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Importante però continua a essere la conoscenza di cosa significa ciascuno dei tre colori in termini di scenario previsto e dei possibili effetti sul territorio, tutte indicazioni riassunte nella tabella allegata alle indicazioni operative. In particolare, è fondamentale sapere che il termine allerta gialla riassume uno scenario di evento che prevede allagamenti di sottopassi, rigurgiti fognari, ma anche fenomeni critici, ma localizzati, come frane, piene improvvise e colate rapide. Così come allerta arancione sta a significare che, in aggiunta, gli eventi previsti potrebbero provocare in maniera diffusa, fenomeni di inondazioni e di frane e colate in contesti geologici critici, mentre l'allerta rossa prevede che inondazioni e frane siano numerose e di maggiore entità ed estensione. Per ciascuno dei tre scenari sussiste il pericolo, da occasionale a grave, per la sicurezza delle persone.

Sono state inoltre denominate in modo chiaro e uniforme anche le fasi operative che ai diversi livelli - da quello regionale al provinciale al comunale - i vari soggetti dichiareranno: “attenzione”, “preallarme”, “allarme”. Infatti, sulla base delle allerte “gialla” o “arancione” o “rossa”, le autorità competenti individueranno, a ciascun livello territoriale, la fase operativa più adeguata per affrontare la situazione, senza però che vi sia un automatismo tra livelli di allerta e fasi operative, poiché la decisione di “mettersi” in attenzione piuttosto con i preallarme è strettamente connessa sia alla capacità di risposta della struttura e alla vulnerabilità del territorio sia alle informazioni provenienti non solo dalle attività previsionali ma anche dalle quelle di monitoraggio e sorveglianza.

 

I vincoli sono solo due: attivare almeno la fase di attenzione per un’allerta gialla e arancione e almeno la fase di preallarme per un’allerta rossa. Le allerte delineano scenari non facilmente localizzabili e con un margine di incertezza previsionale tale da rendere necessaria la prontezza della risposta operativa: scopo delle indicazioni del Capo del Dipartimento è proprio quello di spingere il sistema di protezione civile a migliorare sempre di più, e a farlo in modo omogeneo.


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