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Nicosia, così si spartivano gli appalti per la forestazione: a processo due dirigenti della Forestale e sette imprenditori

La Procura di Enna ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per gli indagati. L'inchiesta, denominata Teseo, condotta dalla Guardia di Finanza

Nicosia, così si spartivano gli appalti per la forestazione: a processo due dirigenti della Forestale e sette imprenditori

La Procura di Enna ha chiuso le indagini – coordinate dal procuratore Massimo Palmeri e condotte dal sostituto procuratore Giovanni Romano chiedendo e ottenendo dal gip del Tribunale di Enna il rinvio a giudizio di sette imprenditori edili e di due dirigenti dell’Azienda Foreste Demaniali della provincia di Enna, accusati a vario titolo di concussione, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e danneggiamento.

L’inchiesta denominata “Teseo”, condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Nicosia, ha permesso di scoprire diverse irregolarità nelle procedure di assegnazione degli appalti e nella rendicontazione contabile delle opere riconducibili all’esecuzione di lavori pubblici finanziati mediante fondi comunitari e nazionali finalizzati al potenziamento ed alla ricostituzione Forestale.

I dirigenti dell’Azienda Foreste Demaniali di Enna nella qualità di direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento, avrebbero affidato forniture di beni e servizi a diversi soggetti economici in violazione delle prescrizioni normative vigenti, non ricorrendo alla c.d. procedura ristretta, che prevede l’affidamento ad operatori economici previa consultazione di almeno tre ditte, ma assegnando forniture direttamente a ditte locali preconvenute, in carenza di qualsivoglia determina dirigenziale a contrarre e senza la previa individuazione dei criteri e delle modalità di selezione degli operatori economici.

Per alcune procedure negoziali, è stata riscontrata l’esistenza di un illecito accordo preliminare delle imprese partecipanti con la connivenza dei dirigenti dell’Azienda Forestale di Enna, alterando di fatto i normali meccanismi concorrenziali. L’impresa favorita a seguito di accordi preventivi, poteva così aggiudicarsi l’appalto con un ribasso irrisorio. Successivamente, l’impresa vincitrice sub-appaltava illegittimamente e senza alcuna autorizzazione parte dei lavori alle altre ditte rimaste escluse, spartendosi in questo modo l’importo dei lavori messo a bando. I dirigenti dell’Azienda Foreste Demaniali di Enna si sono resi altresì responsabili di condotte concussive perché si sarebbero fatti consegnare beni per per oltre 11 mila euro senza pagarli, con la minaccia, in caso di rifiuto, di non ricevere in futuro altri appalti per conto dell’Azienda Foreste Demaniali.

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