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Coronavirus, nel focolaio dell'Oasi di Troina i positivi ora sono 135

Enna

Oasi Troina, le mamme di alcune pazienti positive: «Qui curate con amore»

Di Redazione

TROINA  - In questa «tragedia qualcuno ha trovato un modo per scrivere riuscendo forse anche a screditare ed a inculcare una verità diversa di quella che noi conosciamo e cioè che alle nostre ragazze non stanno mancando le cure e le attenzioni particolari che il caso merita, e questo ci dice che le condizioni sono discrete, e che a noi genitori, nonché operatori, tutto ci è chiaro, poiché da parte del personale coinvolto c'è trasparenza...». Così le mamme di due ragazze, tra i 102 ospiti con disabilitò mentali gravi dell’Oasi di Troina, risultate positive al Covid-19 in una lettera pubblica. Nella struttura del paese dell’Ennese, che è una delle "zone rosse" in Sicilia, ci sono anche 60 operatori contagiati.

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Le due mamme sono anche paramedici che «in questi giorni» hanno «lavorato in trincea ed in silenzio, ma davanti a quanto abbiamo potuto leggere sui social e su alcune testate giornalistiche, sentiamo la necessità e il dovere di scrivere ciò che per noi invece corrisponde a verità».

«Volevamo ringraziare tutti dentro la struttura - aggiungono - nessuno escluso ricordando che quando il virus ha attaccato, nessuno aveva lo scudo magico, come negli altri posti.... Ma abbiamo quanto meno la delicatezza e la sincerità di dire che all’Oasi tutto si sta tentando, e le nostre ragazze sono al sicuro, nonostante la "tempesta" la nave dell’Oasi non è affondata grazie a Dio perché l’equipaggio è ben dotato, armato di amore, professionalità, competenze, e umiltà, rispetto verso la sofferenza e la fragilità, e la nave grazie a questo non è affondata e non affonderà mai.... a noi non resta che remare insieme all’Oasi, perché la tempesta dovrà passare e la nave alla meta prevista arriverà, col suo equipaggio e con tutti a bordo sani e salvi.... Remiamo insieme e per la nostra nave che è l’Oasi, anche se qualcuno ci vuole nascondere l’àncora.... Un messaggio inoltre - concludono le due mamme - che lanciamo ai grandi leoni da tastiera e dei social è quello di pensare prima di scrivere avendo rispetto delle famiglie e degli operatori coinvolti... Non sapete il danno che create...».

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