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"Munnizza", Montante e tanto altro: Crocetta dalla Tunisia contrattacca

Sul nostro quotidiano intervista all'ex governatore: «Non avvelenato l'Isola». «Dall'ex presidente di Sicindustria ho avuto solo una scatola di torroni per Natale e quanto a Lumia... ». «Lo sbiancamento anale, gli amanti, il video da pornostar: sono stato smerdiato senza sapere perché»

"Munnizza", Montante e tanto altro: Crocetta dalla Tunisia contrattacca

CATANIA - Il telefonino suona a lungo. Con uno squillo sordo e allungato. Come quando si chiama qualcuno che è all'estero.

Rosario Crocetta non risponde.

Per tutta la mattinata.

Fino al tardo pomeriggio. Quando è l’ex governatore - destinatario di una richiesta di rinvio a giudizio per traffico illecito di rifiuti per gli impianti Cisma, oltre che indagato, sempre a Catania, per lo stesso reato, per le discariche Oikos - a richiamare il cronista.

La telefonata comincia senza alcuna formalità di rito: «Se è per le inchieste sui rifiuti, parla il mio avvocato. Non voglio commentare niente. Lasciatemi in pace, sono in Tunisia».

Finalmente una meritata vacanza in una terra che ama....
«Non sono in vacanza. Anzi, lo sono come può esserlo chi cerca di continuare a vivere con curiosità intellettuale».

Magari non si sente in vacanza perché la Tunisia è diventata un po’ la sua seconda casa....
«No, è vero che qui mi trovo in una profonda dimensione dell’anima. Ma casa mia è sempre casa mia: Gela. Dove, purtroppo, non posso più vivere a causa dei conti aperti con la mafia».

Magari ci potrà ritornare da sindaco. Fra un po’ a Gela si vota. E lei è libero da altri impegni...
«Nooo, non mi candido più a niente. Niente Europee. Ma, certo, per la mia città farei un’eccezione. Se ci fosse una richiesta dei cittadini, spontanea, dalla base.... Soltanto così potrei dire di sì. Non dico che mi devono pregare, ma mi devono convincere».

Insomma, l’esilio in Tunisia è destinato a continuare....
«Ma quale esilio! Io, dopo aver fatto il presidente della Regione, vorrei avere qualche anno ancora per godermi una vita che mi è stato proibito di vivere.... E non ci riesco. Perché sono perseguitato da una specie di maledizione. Io non mi pento di nulla, ho dato tutto me stesso. Ho sconvolto la mia esistenza. Quella del passato e del presente, ma anche quella del futuro. E ora mi trovo a dovermi difendere da una raffica di accuse infondate. Senta, le posso chiedere una cortesia?».

Prego.
«Visto che ho chiamato io e non ho i soldi per permettermi una telefonata intercontinentale, posso richiamarla con WhatsApp?».

Certo.
(Dopo qualche minuto arriva la seconda chiamata dalla Tunisia).

Ma non è che ora Crocetta, sulla soglia dell’indigenza, chiederà il reddito di cittadinanza?
«Quello no, ci mancherebbe. Io sono abituato a vivere con poco, non ho bisogno di lussi o orpelli. Mi dicevano che guadagnavo più di Obama, ma mi dimezzai lo stipendio. Ora il mio vitalizio dell'Ars è di 320 euro al mese e la rata dell’assicurazione contro i danni erariali, che non copre nemmeno le diffamazioni, mi costa 300 euro. Mi restano pochi euro, manco le sigarette.... (e parte una risata, ma con un retrogusto amaro). Io ho la mia pensione da ex dipendente Eni e un piccolo assegno di Bruxelles, ma ci devo pagare anche gli avvocati».

Anche perché da Catania si annunciano nuovi guai giudiziari: un potenziale processo e un’altra inchiesta per traffico illecito di rifiuti....
«Ma che stiamo scherzando? Io non sono quello che ha avvelenato la Sicilia con la munnizza, ma il presidente che l’ha salvata dall'emergenza. Per Cisma mi contestano autorizzazioni che io ho dato con tutti i pareri tecnici, compreso quello dell’Asp, se poi quelli lì costruiscono un’altra cosa non è che io potevo coricarmi nella discarica per controllare quello che facevano.... Su Oikos non capisco neanche quale possa essere il reato. Aspetto, mi difenderò davanti ai giudici da tutte le accuse».

Sarà un’agenda piuttosto fitta, vista la mole di inchieste che la riguardano: le discariche, la traghettopoli di Morace, il sistema Montante....
«Guardi, la mia cultura della legalità è talmente onesta e sincera che non parlerò mai di un complotto. Ma certe volte, mentre sono in solitudine a riflettere, mi chiedo: ma chi me l’ha fatto fare di fare il presidente della Regione? Mi sono messo contro troppe persone. E sono stato smerdiato senza sapere perché, né chi si sta dietro. Lo sbiancamento anale, gli amanti, il video da pornostar... Me la stanno facendo pagare a rate. Io ho dato la mia vita per la legalità, la mafia mi ha condannato a morte. E ora ricevo dalla magistratura delle attenzioni che neanche i miei due illustri predecessori avevano avuto...».

Però le accuse che le muovono, ad esempio nel filone su corruzione e finanziamento illecito ai partiti dell’inchiesta Montante, sono circostanziate....
«Ma quale circostanziate! Mi dicono che ho preso un milione di euro. Ma dov’è? Io non so manco com'è fatto un milione di euro. I finanziamenti per la mia campagna elettorale sono di 40mila euro, tutti tracciabili, da imprenditori di Gela. Che, per conoscerli, non avevo bisogno che me li presentasse Montante. Anzi, uno che dicono che mi ha dato 250mila euro, Navarra, manco lo conosco».

E la richiesta di 20mila euro che Venturi dice di aver ricevuto da Lumia per conto suo, «da consegnare alla segretaria di Crocetta»?
«Chiedetelo a Lumia. Io quei soldi non li ho mai chiesti, non li ho mica visti».

Non ha avuto soldi, né voti. Ma neanche ordini politici?
«Io da Montante non ho avuto un cavolo.... Solo una scatola di torroni per Natale. E a Montante non ho dato niente. Io, da presidente della Regione, gestivo miliardi. E non mi si venga a dire che se una pasticceria, che non sapevo fosse sua, ha preso 5mila euro per l’Expo è una prova di corruzione. Io, con questa storia, non c’entro. Le accuse contro di me sono talmente costruite sul nulla che mi viene da pensare che se anche le accuse a Montante sono della stessa natura...».

Vuol dire che lo ritiene innocente?
«Questo lo dice lei. Lo diranno i giudici».

A Report ha confessato: «Credevo che Montate fosse uno dei servizi segreti».
«Ho detto quello che ho sempre pensato. E che pensavano tutti e nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo. Lui controllava tutto e tutti, sapeva tutto. Sempre assieme a magistrati, alti ufficiali, gente potente. Sa, uno di questi può fare di tutto, ha le coperture giuste. Poi magari avrà esagerato, l’hanno preso in castagna. E allora chi lo copriva gli avrà detto: “Adesso sono cazzi tuoi...”».

Ma queste cose che ci sta dicendo non poteva riferirle anche all'Antimafia dell'Ars? Non ha fatto una bella figura: sgamato da Fava alla buvette di Palazzo dei Normanni dieci minuti dopo aver comunicato di essere all'estero....
«La mail di giustificazione l’avevo scritta a Bruxelles, da un bar col wi-fi, qualche giorno prima, ed è rimasta bloccata nella posta in uscita. Poi dovevo tornare in Sicilia, tanto per cambiare per incontrare i miei avvocati, e ho trovato un volo low minute, un volo last cost...».

Ha trovato un volo last minut che era anche low cost....
«Ho preso un aereo per Comiso a 70 euro. L’ho preso e sono tornato. Ma io, essendo indagato a Caltanissetta, non potevo andare in audizione all’Ars a violare il segreto istruttorio».

Ecco, questo può essere un legittimo impedimento. Non poteva semplicemente comunicarlo all'Antimafia?
«Avrei voluto dirglielo a Claudio Fava, a quattr'occhi. Ma non mi ha dato il tempo...».

Il suo ex compagno di legalità, Lumia, in Antimafia c’è andato. E ha preso le distanze da Montante. In tv l’ha pure definito «double face».
«Non l’ho visto, ho spento dopo due minuti. Ma me l’hanno raccontato. Se l’ha detto, allora Lumia è un paraculo. Perché se le accuse contro Montante sono vere, allora Lumia non poteva non accorgersi di nulla. E se invece Montante è innocente e Lumia parla così di lui... sempre un paraculo è».

Crocetta, sa che le sue interviste ci mancavano?
«Ma perché questa è un’intervista?».

Non sta parlando con un prete, ma non un giornalista....
«Allora, se è un’intervista, la può aggiungere una battuta finale?».

Certo: siamo proprio alle battute finali.
«Vivo un momento difficile, con tutti questi tentativi di indagarmi. Vogliono ridurmi sul lastrico, ma io so vivere anche con poco. Ma soffro di un dolore profondo: io ho dato tutto e non ho preso nulla, non merito tutto ciò. Ma sopporto, sono vocato al martirio. Non voglio niente, voglio solo essere lasciato in pace. Anzi, una cosa sola voglio: che mi sia concesso l’onore delle armi. Mi sembra il minimo, per una persona che in un Paese normale sarebbe un eroe».

E così sia....
«Adesso la lascio, ho gli operai in casa. Ma tanto torno presto in Sicilia...».

Deve incontrare gli avvocati....
«Ecco, appunto».

Twitter: @MarioBarresi

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