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Ancora guai per Irene Pivetti: ora è indagata per riciclaggio

Di Igor Greganti |

Ancora guai giudiziari per l’ex presidente della Camera Irene Pivetti già finita al centro, nel pieno dell’emergenza Covid a fine aprile, del presunto scandalo su una maxi fornitura di 15 milioni di mascherine alla Protezione civile per 30 milioni di euro, importate dalla Cina ma senza certificazioni, in parte sequestrate.

Oggi nei confronti dell’ex esponente leghista sono state effettuate una serie di perquisizioni dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sia nella sua abitazione, in zona Porta Venezia a Milano, sia nelle sedi di sue società. L’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Giovanni Tarzia (in un altro suo fascicolo intercettazioni tra Lele Mora, non coinvolto, e Pivetti), non ha nulla a che fare con le partite di dispositivi di protezione, ma vede al centro sempre il gruppo Only Italia, guidato dall’ex presidente di Montecitorio. E in questo caso per una serie di operazioni commerciali – in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo – che sarebbero servite per riciclare proventi di una maxi evasione fiscale.

Pivetti è indagata per riciclaggio assieme, tra gli altri, a Leonardo Leo Isolani, pilota ed ex campione di Gran Turismo. Isolani, che ha un suo team racing, avrebbe venduto tutti i beni (attrezzature, marchio e sito web) di una sua società indebitata col Fisco per diversi milioni di euro al fine di svuotarla. Beni che sarebbero andati a un’altra sua società con base a San Marino, la quale avrebbe venduto di nuovo tutti i beni, e in più le tre Ferrari, ad una società di Hong Kong riferibile a Pivetti. Società quest’ultima che, poi, avrebbe rivenduto ancora gli asset ad altra società, sempre di Hong Kong, il Gruppo Daohe del magnate cinese Zhou Xi Jian.

«Nel giardino tre magnifiche Ferrari, il simbolo dell’eccellenza italiana e il simbolo dell’eccellenza nelle relazioni tra le imprese cinesi e le imprese italiane, perché celebriamo l’acquisizione da parte del Gruppo Daohe del Team Isolani Racing with Ferrari», diceva Pivetti il 19 maggio 2016, come si legge sul sito di Only Italia, presentando un evento a Palazzo Brancaccio a Roma.

Le indagini della Gdf, le cui perquisizioni sono andate avanti per tutti il giorno (con sequestri di documenti e dispositivi informatici), si stanno concentrando sui flussi finanziari relativi a queste operazioni del 2016, anche perché nelle compravendite ci sarebbe uno scollamento tra i pagamenti (inferiori) effettuati dalla società del magnate cinese e l’ammontare totale dell’operazione. E il gruppo cinese, stando alle indagini, avrebbe corrisposto le somme ad una società polacca, che farebbe parte sempre della galassia Pivetti e già emersa anche nel caso mascherine. Tra gli indagati anche la moglie del pilota, un notaio che avrebbe messo in piedi l’operazione e che avrebbe fatto da tramite anche per un bonifico all’estero in favore di Isolani, un socio della società cinese di Pivetti, che avrebbe incassato denaro dalla società polacca e il responsabile delle due aziende del pilota.

Nei giorni scorsi, intanto, la Procura di Roma ha inviato ai colleghi di Milano per competenza territoriale l’indagine avviata sulla Only Logistics Italia e sulla maxi partita di Dpi e con al centro il reato di frode nelle pubbliche forniture. Su Pivetti per la vicenda delle mascherine si indaga anche a Savona (ai primi di maggio l’ultimo sequestro di circa 250mila mascherine nei magazzini di alcuni ospedali lombardi) e Siracusa, mentre a Roma è aperta un’indagine della Corte dei Conti.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA