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"Sacco edilizio" a Salina, chiesto processo per 83

Messina

"Sacco edilizio" a Salina, chiesto processo per 83

Di Redazione

SALINA - Il pm di Barcellona Pozzo di Gotto Rita Barbieri ha chiesto il rinvio a giudizio di 83 persone tra le quali i il sindaco di Santa Marina Salina Domenico Arabia e l' ex sindaco dello stesso Comune Massimo Lo Schiavo. Il gip ha fissato l’udienza preliminare al 21 aprile. L’inchiesta riguarda il «sacco edilizio» che vi sarebbe stato dal 2014 al 2017 nella seconda isola delle Eolie: 2400 abitanti con tre Comuni. Coinvolti amministratori comunali, tecnici del Comune, progettisti privati di Salina e Lipari, imprenditori e esponenti delle forze dell’ordine. L’indagine è stata condotta dai carabinieri di Salina in collaborazione con i militari della compagnia di Milazzo. "Tra gli amministratori comunali dell’epoca, tecnici pubblici e privati in modo particolare si sarebbe formata una associazione al fine di trarre vantaggi anche immateriali di natura personale, con lo scopo di commettere veri delitti contro la pubblica amministrazione», spiegano gli inquirenti. In particolare sulle costruzioni abusive sarebbero stati fatti controlli fittizi e gli illeciti non sarebbero stati segnalati all’autorità giudiziaria. Per il pm ci sarebbero state anche rivelazioni di notizie che dovevano rimanere segrete.

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La procura avrebbe anche accertato il pagamento di una somma di 50 mila euro ad un ex amministratore comunale di Santa Marina Salina da parte di un imprenditore per consentire un cambio di destinazione d’uso di un magazzino. Secondo la procura diretta dal procuratore capo Emanuele Crescenti vi sarebbe stata una associazione a delinquere tra i componenti di due «comitati d’affari» che avrebbero «governato" e avuto il controllo capillare del territorio e delle attività amministrative che regolano la vita comunale di due dei tre comuni. Tra i reati contestati concorso in abuso d’ufficio, falsità in atti pubblici, corruzione, peculato, turbativa di pubblici incanti, l’omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale, la rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Tra gli indagati, c'è anche il luogotenente dei carabinieri Gimmi Stefani, già comandante della locale stazione dei carabinieri accusato di falsità e omissione di atti d’ufficio.

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