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Palermo, sigilli alla gioielleria del nipote del boss Settimo Mineo

E' intestata ad un nipote dell'uomo fermato con l'accusa di essere il nuovo capo della Cupola. Trovata anche una pistola non denunciata

Palermo, sigilli alla gioielleria del nipote del boss Settimo Mineo

I poliziotti del commissariato Oreto-Stazione hanno sequestrato gioielli e una rivoltella nell’oreficeria Mineo, in corso Tukory, a Palermo. L'attività è intestata a un nipote di Settimo Mineo, fermato martedì con l’accusa di essere il capo della commissione provinciale di Cosa nostra.

Secondo quanto accertato dai poliziotti il titolare aveva la licenza per articoli da regalo e orologeria ma non per vendere preziosi. Nel negozio sono stati trovati oggetti in oro come bracciali, orecchini e collane e diverse cose in riparazione. Nella cassaforte gli agenti hanno trovato una pistola Smith Wesson calibro 38 non denunciata dal proprietario.

Il commerciante è stato denunciato per detenzione abusiva di armi e i preziosi sono stati sequestrati. Nel corso di ulteriori controlli è stata trovata una carabina anche questa detenuta in violazione delle prescrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza visto che il commerciante era affidato ai servizi sociali.

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