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Politica

Dissesto, Stancanelli contro Giarrusso: «Non può ricattare Catania così...»

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - Dopo le forte presa di posizione della senatrice Pd, Valeria Sudano contro le parole del senatore Mario Giarrusso sulla ormai nota telefonata tra il vicesindaco Roberto Bonaccorsi e l’ex consigliere M5s Giovanni Grasso, stavolta a prendere posizione contro i Cinquestelle è il senatore di Fratelli D’Italia, Raffaele Stancanelli, fresco di nomina al parlamento europeo. Stancanelli non solo attacca a viso aperto Giarrusso e tutto il partito grillino, ma difende apertamente e a “spada tratta” l’assessore Bonaccorsi che tra l’altro, durante la sua sindacatura, fu assessore e vicesindaco per tre anni, sino al 2013. 

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«Nel tentativo – scrive in una nota l’ex sindaco - di colpire un galantuomo come Roberto Bonaccorsi,  professionista serio e rigoroso che sta facendo un grande lavoro per la città di Catania, le affermazioni del senatore Mario Giarrusso appaiono avere un evidente scopo ricattatorio. Un comportamento irresponsabile - aggiunge il senatore - non consono ai  doveri di un parlamentare e che lascia intravedere il tentativo in atto di una certa politica di bloccare i sostegni del Governo e del  Parlamento necessari per Catania. Tutto ciò arreca un danno gravissimo ai cittadini che stanno già subendo  pesanti conseguenze dal dissesto finanziario dichiarato in ossequio alla sentenza della Corte dei Conti il 4 maggio 2018. Il movimento Cinque Stelle è una forza di governo e ci auguriamo che assuma comportamenti  adeguati - conclude il parlamentare - non utilizzando singole vicende che in nessun caso possono inficiare la correttezza e la limpidezza di un uomo come Roberto Bonaccorsi».

A chiedere in primo luogo che sulla vicenda si abbassino i toni e che i Cinquestelle si assumano le loro responsabilità nel sostenere Catania  e si lavori solo per il bene della città sono i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «La misteriosa, singolare e squallida vicenda della telefonata  non può e non deve diventare strumento di ricatto, da parte del partito di maggioranza del governo nazionale, sulla pelle di un'intera realtà cittadina che sta vivendo un vero e proprio dramma a causa del dissesto economico - finanziario. Se infatti le parole dell'assessore al bilancio sono comunque da condannare e  poco opportune in una fase delicata come questa, quanto pronunciato ieri in conferenza stampa da un senatore della Repubblica ed autorevole esponente del M5S, affiancato da alcuni rappresentanti del movimento stesso, è di una gravità assoluta e ci fa allarmare e non poco per ciò che potrà accadere ad un'intera comunità». 

«Non vorremmo - infatti - che quest'episodio possa tramutarsi nella scusa perfetta per consentire al gruppo di maggioranza in parlamento di smarcarsi definitivamente rispetto ad una problematica che fino ad ora ha sempre cercato di non voler affrontare. Prima lo scaricabarile con la Lega e le parole espresse dalla senatrice Drago in Prefettura, poi il pretesto delle frasi utilizzate nei confronti della attuale capogruppo nel civico consesso catanese, sembrano essere circostanze preziose per il M5S per non assumersi la chiara responsabilità di contribuire al salvataggio dal totale fallimento di una città sul piano economico, sociale, occupazionale».

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