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Salvini ai siciliani: «All’Ars crescete, ma con giudizio». Ed è toto-assessore

Politica

Salvini ai siciliani: «All'Ars crescete, ma con giudizio». Ed è toto-assessore

Di Mario Barresi
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Minardo è entrato nel cuore di Matteo Salvini. Che l’ha ringraziato, nel colloquio con la delegazione siciliana (c’erano le eurodeputate Francesca Donato e Annalisa Tardino, il deputato Alessandro Pagano e alcuni commissari provinciali) «per l’ottimo lavoro fatto» nella formazione del nuovo gruppo all’Ars. «Da zero a quattro, niente male». Il “Capitano”, fra un comizio e una tavolata in Emilia-Romagna, ha voluto conoscere i nuovi arrivati: il capogruppo Antonio Catalfamo (che ha lasciato lo stesso ruolo in Fdi), Orazio Ragusa (transfugo di Forza Italia), Giovanni Bulla (addio all’Udc) e Marianna Caronia, già “diversamente autonomista” del Misto.

Candiani lo informa in tempo reale sulle cose di casa nostra. E infatti Salvini è aggiornato sulla lista d’attesa di altri aspiranti leghisti all’Ars, così come sullo scambio di amorosi sensi con qualche grillino. «Mi sta bene che cresciate, ma fatelo con giudizio - è il vangelo siculo secondo Matteo - senza strafare e senza imbarcare gente che possa metterci in difficoltà dopo».

La testa è al verdetto delle Regionali di domenica, ma poi ricomincerà a pensare ad altro. «Verrò a giù a febbraio, per un grande comizio». Il battesimo in piazza per la “fase 2” della Lega nell’Isola che passa da «un lavoro fortissimo sui territori», ma anche da un nuovo rapporto con Nello Musumeci. Il leader vedrà il governatore, anche per sottoporgli «un programma di quattro-cinque punti qualificanti» da sottoscrivere, che diventerà «il manifesto del nostro impegno in Sicilia». Con un presupposto: «Se entriamo al governo regionale, i siciliani devono subito notare la differenza». E un effetto collaterale: è già toto-assessore. Musumeci aveva già offerto i Beni culturali, ma i Matteo-boys vogliono l’Agricoltura, «un assessorato più nelle corde della Lega».

Se ne parlerà nel rimpasto di primavera. Ma, sgranocchiando cioccolato modicano in salotto, l’idea prevalente è che «a entrare in giunta dev’essere un deputato». Con un primo identikit: l’ibleo - nomen omen - Ragusa. Legatissimo a Minardo. What else?

Twitter: @MarioBarresi

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