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Sicilia: Diventerà Leghissima? Si può fare

Politica

Sicilia: Diventerà Leghissima? Si-può-fare!

Di Mario Barresi

CATANIA - «Siamo pronti a confrontarci sui temi che stanno a cuore alla Sicilia». Il movimento di Nello Musumeci rompe il silenzio. E non fa cadere nel vuoto l’ultimo invito che su La Sicilia è arrivato da Matteo Salvini in persona. Il quale, a una settimana dall’apertura della Lega ai movimenti siciliani, s’è detto «soddisfatto» del percorso, auspicando che nel patto federativo entrino più forze regionali, «a partire da quella del presidente Musumeci». Un segnale preciso, al quale Musumeci - finora in silenzio sull’argomento - non può non rispondere, a maggior ragione di fronte a una corsia privilegiata aperta da Salvini, che sembra voler dissipare i dubbi del potenziale alleato, non certo entusiasta di sedersi al tavolo con altri (a partire dagli Autonomisti) senza essere almeno un primus inter pares. «Il movimento del presidente della Regione, con tutto il rispetto per gli altri, non può avere lo stesso trattamento», è stato il mantra masticato dai musumeciani in questi giorni.

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Ma ci pensa Gino Ioppolo, coordinatore di DiventeràBellissima, a rassicurare la Lega: «L’invito a un dialogo comune sui temi che stanno a cuore ai siciliani che Salvini su “La Sicilia” ha rivolto al nostro movimento ci fa molto piacere, ci coglie attenti e rappresenta, perché non dirlo, il riconoscimento del ruolo che in questi anni DiventeràBellissima ha svolto in Sicilia».

Insomma, la strada per l’intesa sembra spianata: «Come in molte altre occasioni abbiamo evidenziato, e come la stessa Lega in Sicilia ha più volte ripetuto, il nostro principale intento è lavorare a una piattaforma programmatica che tenga conto dei risultati che sta raggiungendo il governo regionale e punti a vedere riconosciute le ambizioni di futuro del nostro popolo da parte di un governo nazionale che, a guida centrodestra, sarà certamente più attento alla nostra Isola».

E allora Musumeci è pronto a federarsi con Salvini? «La prossima settimana, a Cefalù, incontreremo i nostri quadri dirigenti e con loro - dice lo storico braccio destro di Musumeci - discuteremo anche delle prospettive che Db vorrà contribuire a costruire come movimento territoriale che da anni ha abbracciato l’autonomia vista da destra».

L’appuntamento è per il 4 luglio. Non proprio un’adesione immediata. «Le scelte importanti non si compiono sotto l’influsso della premura. Noi, per nostra storia e cultura politica, abbiamo la sana abitudine di discutere. E non è una decisione che vuole o deve prendere Musumeci personalmente. È il nostro leader, fa un ottimo lavoro da governatore, ma la federazione con la Lega è un passo che va condiviso con la base, i dirigenti e il gruppo dell’Ars». Ioppolo conferma che il governatore «ha preso atto volentieri di questa attenzione di Salvini», al quale ha già aperto con un «atto concreto come la nomina del primo esponente della Lega nel governo regionale, con un assessorato di peso».

Insomma, un deciso passo avanti verso l’accordo con la Lega. Non tutti, nel movimento di Musumeci, sono entusiasti, ma oggi - a maggior ragione dopo l’ipoteca che Salvini, nel tavolo nazionale del centrodestra, ha messo sul candidato governatore in Sicilia nel 2022 - sembra la scelta più conveniente. E dunque la più scontata. Ma al tavolo col Carroccio ci sono già anche gli Autonomisti. Con Roberto Di Mauro che replica piccato al musumeciano Giorgio Assenza. «Abbiamo auspicato e atteso per mesi che si creasse una coalizione di movimenti regionali interessati a rapportarsi con un partito nazionale . L’adesione a una proposta di confronto avanzata dalla Lega, peraltro non condivisa da Lombardo, si connette per noi autonomisti - dice il vicepresidente dell’Ars - con una collaborazione sperimentata 14 anni fa». Fiscalità speciale e perequazione infrastrutturale i principali temi d’interesse. «Non parteciperemo - precisa Di Mauro - a sedute dedicate a spazi o a organigrammi anche perché li riteniamo argomenti assolutamente prematuri» .

«Chiediamo azioni politiche in favore dei siciliani, non poltrone», ribadisce Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana-Le Api, che smentisce qualsiasi dialogo in corso con la Lega: «Non siamo interessati ad alcun patto federativo che sia privo di contenuti concreti a favore della Sicilia». E attacca Musumeci: «La verità è che l’assordante silenzio della governo regionale, i suoi vomitevoli ammiccamenti verso qualche dispensatore di seggi e la sua palese incapacità di fornire risposte che consentano il rilancio dell’economia e del lavoro rischiano di far sembrare la Sicilia una terra di conquista abitata da ascari e inetti pronti a qualsiasi compromesso».

Twitter: @MarioBarresi

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