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Manovra all'Ars l'8 o il 9 marzo: impossibile l'ok entro febbraio

Di Redazione

 PALERMO - Tempi più lunghi del previsto per la manovra finanziaria, il regolamento parlamentare impone degli step inderogabili, per cui la capigruppo dell’Ars, riunita questo pomeriggio, ha stabilito il calendario dei lavori. Impossibile che la manovra venga varata entro il 28 febbraio come concordato dalla Regione con lo Stato nell’ambito dell’accordo sul disavanzo: le commissioni di merito lavoreranno a bilancio e legge di stabilità fino al 23 febbraio, l’esame in commissione Bilancio è prevista dal 24 febbraio al 3 marzo; il 5 marzo la manovra dovrebbe essere incardinata in aula con il termine per gli emendamenti al 7 marzo. L’8 marzo l’esame a sala d’Ercole del bilancio, dal 9 la legge di stabilità.

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Durante la capigruppo, il presidente del Pd, Giuseppe Lupo, ha contestato al governo la mancanza del piano di rientro dal disavanzo che va allegato alla manovra per essere approvato dall’Ars e dei rendiconti del 2019 (ritirato in autotutela dopo le osservazioni della Procura contabile) e del 2020. «Stiamo parlando di una manovra senza punti fermi», commenta Lupo. 

Intanto oggi il governo Musumeci è stato battuto all’Ars dal voto segreto. Con 22 voti favorevoli e 16 contrari, l’Ars ha approvato un emendamento soppressivo, presentato dalle opposizioni, dell’art.6 del ddl stralcio, in corso d’esame in aula, che prevedeva il controllo e l’attività ispettiva da parte della Regione di enti e partecipate anche attraverso personale esterno all’amministrazione.


L’Ars ha invece approvato il disegno di legge «Disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale. Disposizioni varie». Prima del voto, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, accogliendo la richiesta del Pd, ha rinviato in commissione due emendamenti aggiuntivi del governo: il primo interveniva sul Cda del teatro di Catania e l’altro sull'accoglimento di alcune osservazioni del ministero dell’Ambiente sul piano di utilizzo delle aree demaniali marittime. 

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