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Cani a cinque stelle in Sicilia

Natalie ed Ester, una scommessa vinta in nome dell’amore per gli animali

Cani a cinque stelle in Sicilia

Il centro di cultura eco-cinofila Zampa 5 stelle, associazione sportiva-dilettantistica, si trova a Bolognetta, nel Palermitano. «L’idea - racconta Ester Balboni, 29 anni, che gestisce la struttura con Natalie Carieri, 43 anni - è nata 11 anni fa da una scommessa, dovuta alla penuria di lavoro: fare qualcosa che potesse accomunare la nostra passione per i cani e l’offerta di un servizio che ci permettesse di guadagnare qualcosa. Siamo così nate come dog sitter a Palermo». Dopo un mese, avevano già 30 cani da portare a spasso; poco tempo dopo, uno dei clienti, dovendosi assentare per lavoro, chiese loro di ospitare il proprio cane a casa: «Da lì è nata l’idea di ospitare i cani nel momento in cui i proprietari si allontanano per piacere o per necessità».

Un’attività che non si poteva però svolgere in centro a Palermo, dove all’epoca alloggiavano Natalie ed Ester: dopo tre traslochi, la sistemazione definitiva da 5 anni a Bolognetta, in affitto in una struttura che si estende per 11.000 metri quadrati, più altri 2.000 utilizzati come area gioco per i cani. «Noi - spiega Ester - abitiamo nella struttura, quindi i cani non sono mai lasciati soli. Con noi collaborano inoltre altre tre persone». Nell’hotel cinofilo - che offre tre possibilità di sistemazione: in casa (massimo 10 cani) o all’esterno in villetta con giardino o in chalet (per un totale complessivo di 30 posti dotati di tutti i comfort), a seconda delle abitudini e del grado di socializzazione dei cani - vengono accolti, al costo di 12 euro al giorno (ma col cibo fornito dai proprietari per evitare modifiche nella dieta) cani vaccinati, microchippati e sui quali una settimana prima dell’ipotetico check-in sia stato effettuato un esame delle feci: «Dobbiamo essere sicuri - spiega Ester - che, inserendo un nuovo cane nella struttura, sia preservato il benessere di quelli presenti. Per i cani ospiti sono fatte diverse attività: giornalmente, in gruppo o singolarmente, in base al grado di socializzazione, accompagniamo i cani nell’area gioco. Alla fine del soggiorno è previsto, su richiesta, il servizio di toelettatura. L’area giochi, previa prenotazione, è comunque a disposizione gratuita di tutti gli associati (quota annuale 25 euro)». All’area gioco, in estate si aggiunge la piscina, nata prevalentemente per la fisioterapia degli amici a quattro zampe (gestita da veterinari o fisioterapisti), «ma nulla ci vieta durante il soggiorno degli ospiti di passare momenti ludici con loro in acqua».

Ai cani esterni, ospiti dell’hotel, si aggiungono una decina di cani interni (più quelli di proprietà di Natalie e Ester) che, trovati per strada, non si sono potuti inserire nelle case di chi li ha raccolti: «Invece di scegliere l’opzione del canile, chi li ha trovati si è associato alla nostra struttura e tiene i cani qui in permanenza. Settimanalmente vengono due veterinari per controllare lo stato psico-fisico dei cani presenti, ogni tre mesi viene somministrato loro il vermifugo e ogni sei mesi viene fatto un prelievo».

Una cosa molto bella è che «tutti i nostri associati hanno la possibilità, tramite webcam, di vedere in diretta i loro cani ospiti da noi. I proprietari si sentono così molto più tranquilli». Tra gli altri servizi offerti dal centro, quello di taxi-dog e di wedding dog sitter.

Ma non solo: da 6 anni il centro organizza il dog trekking: «Ogni anno - spiega Ester - si sceglie una riserva naturale in Sicilia che ci apre le porte consentendo a proprietari e cani di stare nella riserva per due giorni e una notte, percorrendo un sentiero prefissato con una guida - di solito si fanno dai 5 ai 10 km - coi cani al guinzaglio». Un’iniziativa alla quale, da due anni, si è affiancato il “cino-turismo”, con l’apertura dei musei all’accesso con i cani: «I proprietari, così, non si devono separare dal proprio cane nel caso in cui vogliano visitare un museo a Palermo». Finora le visite organizzate sono state a Palazzo Adriano e a Bagheria.

C’è poi il settore della pet therapy, avviato sulla scia della sofferenza della fondatrice del centro, Natalie, che alcuni anni fa è stata colpita da una malattia autoimmune che l’ha costretta sulla sedia a rotelle. Per quasi due anni Natalie è stata ricoverata tra Milano e Palermo. «Sono disabile - racconta Natalie - e quando sono stata ricoverata a Villa delle Ginestre a Palermo mi mancavano i miei cani, avevo bisogno di vederli. Un giorno mi hanno portato uno di loro ed è stato meraviglioso, ma non solo per me, ma per tutte le persone in ospedale: ci sono state lacrime, ci sono stati sorrisi e soprattutto tanti che mi hanno pregato di portare altri cani. Da lì abbiamo realizzato un vero e proprio progetto in cui i cani - selezionati e poi ulteriormente educati – venivano a trovarci e tutti ne potevano beneficiare». Così, per due anni i cani accedono a Villa delle Ginestre, con grande beneficio per i degenti. «Glielo dico col cuore - continua Natalie -, da persona che dall’età di 38 anni è stata costretta in un letto di ospedale per giorni e giorni: con la tristezza che si vive in quei luoghi, avere la possibilità di sorridere per un essere innocente come i cani, è meraviglioso. Il sorriso fa bene a chi è malato, perché senza il sorriso e la speranza in ospedale diventa veramente duro lottare. I cani, come altre forme di accoglienza, possono veramente aiutare le persone che vivono una disabilità».

Ma cosa manca alle persone per imparare a rispettare gli animali? «Anzitutto - sottolinea Natalie - penso che manchino le strutture adatte e l’attenzione di chi di dovere ad aiutare le persone che forniscono determinati servizi. Da parte delle persone, poi, c’è una grande carenza di conoscenza su come approcciarsi al cane, su come funziona il rapporto tra uomo e cane. Io sarei d’accordo a fare dei corsi prima di adottare o comprare un cane per capire i segnali che ci manda. Vorrei insomma un po’ meno centralità sull’uomo e soprattutto il rispetto e non la paura verso forme di vita diverse o anche solo culture e costumi differenti».

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commenti 1
  • iavili

    14 Gennaio 2017 - 20:08

    sono completamente d accordo, aggiungo che si dovrebbero abolire gli allevamenti di cani di razza, coi quali si fa uno sporco business (ordinati online, subiscono trasporti da incubo, rinchiusi in celle...ecc) e non solo... spesso le persone che poi li comprano (direi sono loro le vere bestie, prive di sensibilita ) li tengono come un oggetto da esibire,un accessorio di prestigio o un peluche da straviziare ,di cui prima o poi quando non son piu quei graziosi cucciolotti, si stancano. spesso poi li abbandonano o sballottano qua e la all inseguimento dei propri biisogni e capricci. totalmente ciechi di fronte ai piu elementari bisogni del cane : affetto e attenzioni stabili e continue, scorazzare nella natura, sfogo senza quell opprimente guinzaglio,socializzazione con altri cani, animali, persone... perche comprare un cane di serie anziche uno dei cosi tanti randagi soli, affamati che sarebbero cosi felici e supergrati di trovare un tetto, un po di cibo, un po d affetto?che bassezza!

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