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Anna Consoli, la matita “ritrovata” nel lockdown

Di Giorgia Lodato

Fuggire dalla realtà rifugiandosi in un mondo creato con matite acquerellabili e acrilici. Sembra il plot di un film di fantasia alla Tim Burton, ma è quello che è successo alla catanese Anna Consoli, che a 37 anni e in pieno lockdown ha trovato la chiave per uscire da un periodo difficile, anche a livello personale: esorcizzare le sue paure trasformandole in illustrazioni che portano per mano, chi le guarda, alla scoperta di un mondo magico dove tutto è possibile. «Nel periodo più buio, nell’anno più nero, la mia vita si è riempita di colore», scrive Anna sui social, mostrando una consapevolezza tutta nuova. «A volte dalla sofferenza nascono cose belle», ci ripete quando la incontriamo per farci raccontare come nasce il progetto La Sicilia in sogno.

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«Tutto è iniziato a marzo per il bisogno di non pensare, di fuggire, di evadere. Venivo da una storia molto importante finita a ottobre e subito dopo è scoppiata la pandemia. Mi sono ritrovata chiusa e spaesata, un po’ come tutti, nella mia casa in campagna, a Pedara. Di tutta la situazione mi spaventava soprattutto la privazione della libertà, a cui non siamo abituati. E per fuggire da questa situazione di angoscia, di incertezza, di paura, un giorno ho preso un foglio bianco e ho iniziato a disegnare, immersa nella natura e con l’Etna in bella vista che mi faceva compagnia». Diplomata in disegno architettonico all’Istituto d’Arte, Anna nella vita ha scelto di dedicarsi ad altro e oggi gestisce una casa vacanze nel cuore di Catania. Ma riprendere in mano una matita è stata per lei una mossa che, di lì a poco, avrebbe cambiato le carte in tavola. «Ogni giorno sentivo l’esigenza di ritagliarmi un momento in cui fuggire dalla realtà, dal telegiornale, dalle notizie dei morti, dalla pandemia e dalla paura del contagio dei miei genitori, che andavano a lavorare nel negozio di famiglia in una Catania deserta e surreale. Creare mi ha salvato la vita, mi sono letteralmente rinchiusa in questo mondo immaginario fatto di stelle, di lune, di mare, di natura, di sogni».

I sogni. Proprio da lì nascono le sue illustrazioni. Ma non da quelli che facciamo la notte. Gli spunti arrivavano e arrivano dalla sua interiorità, dai sogni a occhi aperti. «Il mio immaginario ha a che fare con una realtà diversa, parallela, dove tutto è possibile, dove tutto accade. C’è chi pesca le stelle, chi ruba la luna, chi si veste di stelle, chi vola». Ma quanto c’è di Anna in questi disegni, in questi personaggi magici? «Tutto. Disegno di me o di persone vicine a me. Come Lia, dedicato a mia nonna», dice l’artista, che quando ha iniziato a pubblicare i suoi lavori su Instagram si è resa conto che piacevano e che ottenevano sempre più riscontro.

Da lì Anna ha deciso di venderli per devolvere il ricavato per la ricerca su una malattia rara, l’Istiocitosi. «È una malattia rarissima che ha un’incidenza dello 0,4 % a livello mondiale e la ricerca non ci si dedica abbastanza. Colpisce soprattutto i bambini e io sono molto legata ai bambini, oltre a conoscere anche qualche famiglia che ne è stata colpita». Nasce così la collaborazione con l’Airi (Associazione Italiana per la Ricerca sulle Istiocitosi) che riunisce medici, ricercatori, genitori, volontari e opera per favorire la conoscenza di questa malattia, finanziare la ricerca medico-scientifica, costituire un punto di riferimento e di sostegno per le famiglie dei pazienti, divulgare informazioni per permettere ai malati di pervenire al più presto alla diagnosi e alla cura della malattia e promuovere campagne di raccolta fondi da destinare alla ricerca. Necessarie perché in Italia non esistono contributi di stato o di aziende farmaceutiche, diversamente da altre parti del mondo.

«Sono molto soddisfatta del risultato, la pagina dell’associazione Airi ha avuto 8mila visualizzazioni grazie ai disegni e abbiamo raccolto quasi mille euro con donazioni da tutta l’Italia». I più gettonati sono stati Il pescatore di stelle e La donna che indossa le stelle. Ma se chiedete ad Anna se ce n’è uno a cui è particolarmente affezionata, rischiate di metterla in difficoltà. «Tutti – risponde - forse Il Pescatore di stelle – dice messa alle strette – perché richiama anche la pesca e il mare. Sono molto legata al mare, in particolar modo all’Isola delle Correnti. Ci trascorro un mese tutte le estati. Ma anche all’Etna e a tutta la Sicilia. Ecco perché ho chiamato il mio progetto “La Sicilia in sogno”. La mia terra per me è tutto, sono molto legata alle mie radici e non potrei mai lasciarla perché sono innamoratissima. La prima fase dei disegni raffigura i moli siciliani e le pale di fico d’india. Poi si sono evoluti, trasformandosi in un mondo dove è possibile persino pescare o vestirsi di stelle».

Un immaginario che sembra adeguarsi perfettamente a un libro per bambini. Lo ha pensato anche un giudice che ha notato i disegni di Anna e li ha sottoposti a un’amica di una casa editrice, che pensa di iniziare un progetto con Anna non appena sarà possibile. Così come il proprietario di un oleificio nel ragusano, che vuole uno dei disegni per l’etichetta di un olio o di un vino. E come una giovane coppia che ha scelto le sue illustrazioni come bomboniera per il matrimonio. «Mi piacerebbe che uno dei miei disegni diventasse un’etichetta per un buon vino. Personalmente, non essendo un’intenditrice, mi influenzano molto quando devo scegliere una bottiglia da comprare». La sua più grande soddisfazione? «Quando le persone si sentono coinvolte dai miei disegni, ci entrano dentro, li vivono da protagonisti. Sono in simbiosi con me», dice senza pensarci due volte Anna, che ha tante idee per il futuro, una su tutte la realizzazione di una mostra. Se pensa di fare l’illustratrice per professione, chissà.

«Disegno per stare bene, lo faccio con il cuore e con l’anima, e quello che viene io lo prendo. Non sono una persona che pretende, non mi sento un artista, non mi aspettavo neanche questo grande riscontro ed è una cosa che mi lusinga tantissimo. Il disegno deve piacere, per andare avanti è importante che il messaggio arrivi al cuore della gente».

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