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«Il coronavirus è stato un tsunami», a rischio gli stipendi del Comune

Siracusa

«Il coronavirus è stato uno tsunami», a rischio gli stipendi del Comune

Di Redazione

«Ci troviamo di fronte a uno tsunami. Non abbiamo liquidità in cassa, è stata erosa tutta in queste settimane di emergenza. Tra un mese e mezzo non potremo liquidare neppure gli stipendi e pagare i servizi essenziali». E’ il grido d’allarme lanciato dal sindaco di Lentini (Siracusa), Saverio Bosco, durante l’assemblea straordinaria dell’AnciSicilia, convocata per definire il pacchetto di proposte del sistema delle Autonomie locali per superare l’emergenza sociale, economica e sanitaria da sottoporre alle istituzioni regionali, nazionali ed europee.

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«Davanti all’emergenza ci è sembrato immorale inviare ai nostri concittadini gli avvisi di riscossione dei tributi - ha aggiunto - e questo aggrava la condizione di un comune, come il nostro, in dissesto».

Per il sindaco Bosco l’emergenza Coronavirus è stata «uno tsunami che ha scoperchiato il problema della povertà e del lavoro sommerso. Su una popolazione di 24mila abitanti abbiamo ricevuto oltre 2mila istanze per i buoni spesa».

Un intervento che secondo il primo cittadino occorre rifinanziare. «Abbiamo un’ampia fascia della popolazione che viene davanti le porte del Comune per reclamare ulteriori buoni spesa", ha denunciato. Poi la stoccata al Governo. "Stiamo subendo il maledetto vizio di fare annunci che poi pesano sulle spalle dei sindaci - ha concluso Bosco -. Stanchi degli annunci di misure inesistenti perché ogni annuncio moltiplica le aspettative nei confronti delle amministrazioni comunali. Per i Comuni del Sud che già erano in una condizione difficilissima quella che stiamo vivendo è una crisi di fame».

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