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Desalinizzazione a gas e riduzione sprechi d'acqua: così Israele si prepara ai cambiamenti climatici

La strategia: il direttore dell’Autorità idrica indica cinque principi che guidano l’azione di Israele per quanto riguarda l’acqua

Di Redazione

Per far quadrare l’equazione dell’acqua, tra crescente domanda e risorse sempre più scarse, la soluzione pare averla già trovata la governance di Israele che punta sulla desalinizzazione e sull’abbattimento di sprechi e perdite idriche. 

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Desalinizzare, però, è un’attività che richiede un forte consumo di energia, ma le scoperte di gas nel Mediterraneo, nelle acque israeliane, come i giacimenti Leviathan e Tamar e non solo, garantiscono al Paese una forte riduzione dei prezzi. A parlarne è il direttore generale dell’Autorità governativa di Israele per le risorse idriche e le acque reflue, Giora Shaham, nel corso dell’incontro online “Management of the water sector in Israel: from crisis to opportunity”, organizzato in previsione della Giornata mondiale dell’acqua. 

Per meglio comprendere il caso di Israele, è opportuno ricordare che si tratta di un Paese semiarido situato al limitare del deserto, e che in passato la mancanza di acqua ha accelerato lo sviluppo di progetti. Nel Novecento, infatti, la popolazione nel Medio Oriente è cresciuta rapidamente e la poca disponibilità di risorse idriche ha incrementato interventi innovativi per risolvere il problema. 

Il direttore dell’Autorità idrica indica cinque principi che guidano l’azione di Israele per quanto riguarda l’acqua. «Il primo passo - dice in videoconferenza Shaham- è stato disconnettere il tema acqua dalla politica. Nel 2007 è stata creata l’agenzia governativa ma indipendente, che decide sul prezzo dell’acqua per il consumatore. Il secondo passo ha condotto all’elaborazione di un bilancio dell’acqua che rappresenti il gap tra le fonti naturali di acqua e la crescente domanda legata all’aumento della popolazione.

Questo definisce il nostro obiettivo, che è la produzione di acqua artificiale con la desalinizzazione dell’acqua di mare. Occorre, poi, trovare le aree per costruire gli impianti di desalinizzazione sul Mediterraneo. Inoltre, va strutturato il settore idrico per capire come riflettere il costo pieno della produzione di acqua, sia naturale che artificiale. Infine, gli impianti di desalinizzazione devono essere pronti al bisogno. Decisa la realizzazione, servono sei anni per il finanziamento, le gare, la progettazione, l’assegnazione, la costruzione».

L’Autorità idrica israeliana guarda anche al cuore del problema, ovvero al mutamento climatico in atto, tenendolo in conto nella valutazione del bilancio idrico. Israele, dunque, di fronte alla scarsità presente e futura della risorsa primaria punta sulla desalinizzazione, non abbandonando l’attività di depurazione delle acque reflue, per cui sono già primi nel mondo con l’86% degli affluenti destinato al riuso nel settore agricolo.

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