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Anche il Camilleri "storico" conquista i telespettatori: 8 milioni davanti alla tv

Dopo l’enorme e inarrestabile successo di Montalbano, anche il film ambientato nell'immaginaria Vigata fa il botto

«La mossa del cavallo» venne scritto su un fatto accaduto a Barrafranca

ROMA - Andrea Camilleri e la sua immaginaria Vigata in Sicilia, anche se questa volta l’ambientazione è quella post risorgimentale, sono una certezza per il pubblico televisivo: ieri sera quasi 8 milioni di spettatori con il 32,3% di share si sono sintonizzati su Rai1 per La mossa del cavallo, tratto dall’omonimo romanzo storico di Andrea Camilleri (edito da Sellerio).


«Grazie a tutti. Speriamo di poter continuare in questa bella avventura», scrive l’attore pugliese Michele Riondino in post pubblicato sulla sua pagina Facebook all’indomani della messa in onda del film tv. Una risultato che conferma come, dopo l’enorme e inarrestabile successo di Montalbano (interpretato da Luca Zingaretti), anche il Camilleri «storico» conquisti il pubblico dell’ammiraglia Rai, stravincendo il prime time.  La mossa del cavallo, una produzione Palomar di Carlo degli Esposti, diretto da Gianluca Maria Tavarelli, è un giallo grottesco e pieno di sorprese che ha portato sullo schermo personaggi, situazioni, colori e umori caratteristici della Sicilia, con un balzo indietro nel tempo fino al 1877: in primo piano la tassa sul macinato e una storia di mafia e potere, di servitori ligi dello stato, di corrotti e di debolezze umane, ma nel registro straordinario di una farsa tragica. Riondino, smessi i panni del giovane Montalbano - nelle due serie tv nate sempre dalla geniale fantasia di Camilleri e con lo stesso Tavarelli alla regia - ha indossato per l’occasione quelli ottocenteschi del giovane e intransigente «ispettore ai mulini" Giovanni Bovara.


Per la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta, La mossa del cavallo non ha vinto solo la partita di una serata televisiva: gli spettatori «hanno confermato un patto di fiducia e di affetto che li lega a un maestro del racconto come Andrea Camilleri, capace di dipanare le sue trame nella contemporaneità di Montalbano come nelle pieghe secolari della storia siciliana». «E' un’altra prova in un percorso di maturazione della fiction italiana, in cui si dimostra che il racconto storico può essere carico di modernità. E’ il successo di un racconto che riesce ad essere popolare e a toccare tutte le fasce e tutti gli ambiti territoriali». «Questa fiction costituisce dunque un altro, felice passo, sulla strada che, insieme a Palomar, lega la Rai e il pubblico nel nome di un autore-Paese e che, in questo caso, vede premiata una scelta di genere che, con la regia di Gianluca Tavarelli, si muove nel territorio del western con coloriture grottesche e iperrealiste, e conferma in Michele Riondino un attore di razza. Grazie Andrea Camilleri», conclude.


Camilleri si era detto «preoccupato» per la trasposizione in fiction della Mossa del cavallo. «Nasce dal fatto - aveva detto nel corso della presentazione del film tv storico - che Montalbano abbia raggiunto livelli altissimi di consenso». E ancora: «Io penso a quegli spettatori che hanno visto tutte le repliche, gente che vorrei conoscere di persona per chiedere loro 'ma scusate cosa ci provatè». Poi si era chiesto: «Uno spettatore ormai pieno di bacilli montalbaniani si siede e si trova di fronte a un altro mondo: La mossa del cavallo è un’altra storia, è un romanzo duro».


Camilleri con i suoi romanzi e con le loro traduzioni televisive è diventato un autore-Paese, sinonimo di un racconto popolare che scava nella realtà e entra in sintonia con lo smarrimento e il bisogno di certezze dello spettatore. Forse, la perfetta sintesi tra letteratura popolare (che non rinuncia alla densità degli strati e delle letture) e televisione. Carlo Degli Esposti fa notare che quando Camilleri è apparso sullo schermo ieri sera per introdurre La mossa del cavallo, «lo share sulla rete era al 20% ed è balzato al 30% in 7 minuti». Questo risultato, pertanto, fa ipotizzare un possibile nuovo filone produttivo a livello televisivo legato ai racconti storici di Andrea Camilleri? «Non a caso - fa notare il produttore - il sottotitolo scelto è 'C'era una volta Vigatà, a sottolineare l’intento di fare una collana di film tv dei romanzi storici di Camilleri. E lui è d’accordo». E Montalbano quando torna? «A maggio - annuncia il produttore - iniziamo le riprese dei due nuovi film con Zingaretti. Mentre dal 6 marzo il mondo di Camilleri tornerà in tv con le repliche degli episodi del commissario».  

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