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Calcio Catania, settimana decisiva. E la Sigi rassicura: «Il club sarà iscritto al campionato»

Di Giovanni Tomasello |

CATANIA – Gira e rigira si ritorna al punto di partenza. Questo detto popolare sintetizza l’attuale momento del Catania Calcio. Sono le sette delle sera di una domenica che sa già di estate anticipata quando riusciamo a parlare con il presidente della Sigi, avv. Giovanni Ferraù al quale ricordiamo subito quel «State tranquilli che il Catania non fallirà», un preciso impegno preso dai soci della Spa etnea con la città e, in particolare, con la tifoseria rossazzurra. «E io ora le dico – risponde ora Ferraù – che la squadra rossazzurra sarà iscritta al campionato. Stiamo esaminando attentamente la situazione e contrariamente a quanto possa sostenere qualcuno, il Catania parteciperà al prossimo campionato. Abbiamo delle interlocuzioni in corso e non abbiamo chiuso le porte a nessuno».

È cosciente che la Sigi si sta prendendo una grossa responsabilità, nelle ultime ore si è tornato a parlare di un possibile riavvicinamento con l’avv. Joe Tacopina. Ci sono dei margini per la riapertura della trattativa.

«Non lo escludo di certo. Quella che sta per cominciare sarà un’altra settimana intensa. Con Joe del resto non c’è stata mai alcuna rottura. Quel che posso ribadire è che il 28 giugno c’iscriveremo. Dai primi calcoli effettuati credo che servirà la stessa somma dello scorsa stagione».

L’avv. Ferraù si ferma qui lasciando intravedere anche uno spiraglio riguardo a un ritorno sulla scena di Tacopina che però resta sulle sue posizioni e cioè prima la riduzione del debito con Enti istituzionali e privati e poi si potrebbe riaprire il dialogo, ma il tempo è adesso il peggior nemico per il futuro del Catania. Anche la stessa tifoseria rossazzurra non nasconde i primi segni di stanchezza di fronte a una società di calcio diventata più argomento di cronaca giudiziaria che di calcio e in Tribunale si sa contano le carte scritte e non di certo le parole.

Un altro campionato si è concluso e l’epilogo sul campo è stato amaro, ma quello che preoccupa maggiormente sono i debiti ingenti con i tanti creditori e ci riferiamo anche ai privati che da un momento all’altro potrebbero stancarsi e far valere subito i propri diritti. Questo è il Catania oggi con un Tribunale continuando di questo passo che sarà chiamato a decidere.

Qualcuno spera in una omologa riguardante la riduzione del debito a tempo record, ma quel che non si è riusciti a fare in cinque mesi lo si potrà fare in meno di un mese? Ci risulta che oggi i legali di Sigi avranno un nuovo contatto con la direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate alla ricerca dell’accordo definitivo che dovrà avere l’approvazione della sede regionale, sono trapelate delle cifre ma non sono stati diffusi comunicati ufficiali. Si spera di portare da 10 a 20 anni la rateizzazione delle cifre da versare.

La scadenza del 28 giugno data in cui bisognerà iscriversi al campionato non è di certo lontana e bisogna mettere assieme la somma necessaria per evitare di restare fuori. Ci sono degli interrogativi ai quali in questa ventina di giorni bisognerà dare delle risposte con carte alla mano perché i catanesi hanno il diritto di conoscere la verità. Bella e brutta che sia.

Risulta anche che alcuni imprenditori locali dopo un timido interessamento si siano elegantemente ritirati e abbiamo quindi fatto bene a non fare nomi e cognomi di chi cerca solo pubblicità seduto a un tavolo. Rinnoviamo l’invito al sindaco Pogliese di fare nei limiti delle sue possibilità quei passi utili per agevolare determinate trattative.

Ci sono pure delle discordanze sulla cifra che occorrerà versare entro il 28 giugno, i parametri sono sì più morbidi – da 0,15 si è scesi a 0,10 – ma bisognerà pur sempre completare i pagamenti dell’ultima stagione calcistica. Non crediamo che basteranno i 2,5 e 3 milioni di cui si è parlato nelle ultime ore. Perché non bisognerà versare solo i 350mila euro di fideiussione.

La matassa resta ingarbugliata e in città è un continuo susseguirsi di voci che vengono smentite nel giro di un paio di ore. Per quanto tempo ancora dovrà durare questo clima d’incertezza? Anche l’imprenditoria locale ha il dovere di muoversi e si può ancora giocare la carta Tacopina visto fra l’altro che il manager italo americano è ancora disposto a trattare.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA