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Mare Monstrum, il Tribunale “commissaria” la Liberty Lines

Magistratura palermitana ha chiesto di verificare i contratti ancora in vigore, la loro congruità, se ci sono nel personale assunti parenti di dirigenti e amministratori di enti pubblici

Inchiesta Mare Monstrum, il Tribunale “commissaria” la Libertty Lines

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo e di Trapani hanno notificato, su delega della Procura di Palermo, un’ordinanza interdittiva nei confronti della società “Liberty Lines s.p.a.” con la quale il Tribunale di Palermo ha disposto la nomina di un commissario giudiziale che avrà specifici compiti. Dovrà infatti esaminare i contratti vigenti, accertando l’eventuale presenza di clausole produttive di profitti ingiusti per la società di navigazione; dovrà verificare la corretta esecuzione dei contratti e la legittimità degli importi di volta in volta richiesti alla Regione o agli enti locali; dovrà accertare l’esistenza di anomale cointeressenze di tipo personale/familiare, lavorativo ed economico, tra il personale della Liberty Lines e quello della Regione o di altri Enti, pubblici o privati, coinvolti a vario titolo nella aggiudicazione e nella attuazione dei contratti di pubblico servizio in oggetto.

Il provvedimento nei confronti della “Liberty Lines fa seguito a quanto emerso – come spiegano i carabinieri – nel corso dell’inchiesta Mare Monstrum del maggio scorso.

Il gip del tribunale di Palermo ha ritenuto sussistente il rischio di commissione di altri illeciti amministrativi da parte della società di navigazione guidata da Vittorio Morace.

Secondo quanto emerso nel corrso dell’inchesta Mare Monstrum Vittorio Morace, all’epoca presidente della “Ustica Lines” avrebbe stretto un patto corruttivo con Salvatrice Severino, dirigente dell’Assessorato ai Trasporti della Regione Siciliana. Un accordo che avrebbe portato la dirigente a predisporre e confezionare bandi di gara sull’affidamento quinquennale del servizio di collegamento marittimo con mezzi veloci tra la Sicilia e le isole minori, in favore della compagnia di navigazione trapanese presieduta dallo stesso Morace. La dirigente, in ossequio all’accordo illecito avrebbe anche erogato a “Ustica Lines s.p.a.” i 10 milioni di euro a titolo di compensazioni finanziarie per prestazioni di trasporto marittimo mai rese dalla società. E in cambio la Severino avrebbe ricevuto beni di lusso e ottenuto l’assunzione della figlia nella stessa società di navigazione.

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