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Offese a Piera Aiello su Facebook, indagato un marsalese

All'uomo è stato notificato l'avviso della conclusione delle indagini che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Scrisse che l'attuale deputato del M5S si era pentita solo per evitare di essere uccisa

Piera Aiello si riappropria del suo volto: «Così ho combattutola mafia»

Querelato dal deputato nazionale del M5S Piera Aiello, un marsalese di 49 anni, Diego Linares, è indagato per diffamazione aggravata per una frase scritta su facebook.

La Aiello, cognata della collaboratrice di giustizia Rita Atria, è una testimone di giustizia. Alla parlamentare pentastellata, il 24 giugno 1991, fu ucciso il marito, Nicolò Atria, figlio del mafioso di Partanna Vito Atria, assassinato anche lui ma nel 1985.

A Linares è stato notificato dalla Procura di Marsala l’avviso conclusione indagini preliminari, atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. «Comunicando con più persone - si legge nel capo d’imputazione - offendeva la reputazione di Aiello Piera, mediante la pubblicazione sulla bacheca del profilo Piera Aiello, del social network Facebook, accessibile a tutti gli utenti, della seguente frase: "Per me rimane sempre la moglie di un boss di mafia ucciso con i suoi parenti mafiosi e che per evitare di farsi uccidere pure lei ha collaborato con la giustizia». Il fatto risale allo scorso 6 febbraio, meno di un mese prima dell’elezione di Piera Aiello alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Marsala con oltre il 51 per cento delle preferenze. Pm titolare del procedimento avviato a carico di Diego Linares è il sostituto procuratore Giulia D’Alessandro.

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