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la polemica

Il patrocinio del Comune di Palermo al Pride diventa un caso politico, ma FdI resta sola

La vicesindaca Varchi: «Fermamente contraria». Il sindaco Lagalla: «Io garante dei diritti di tutti»

Di Francesco Terracina |

Lo slogan scelto dal Palermo Pride 2023 è «No alle guerre, sì al conflitto». E per quanto il riferimento più ovvio sia a quanto accade in Ucraina, nel capoluogo siciliano s’è scatenata una battaglia che vede da una parte il vicesindaco Carolina Varchi, parlamentare di Fratelli d’Italia, e dall’altra il capo dell’amministrazione di centrodestra Roberto Lagalla, che trova sostegno in larga parte della propria maggioranza e nell’opposizione. La materia del contendere è il patrocinio che il Comune ha dato all’iniziativa e che secondo Varchi è stato inopportuno.

Le avvisaglie c’erano tutte: da maggio, e fino a ieri, il Consiglio comunale di Palermo ha cercato, invano, di approvare un ordine del giorno presentato dalla minoranza, ma ampiamente condiviso dall’aula, che impegna l’amministrazione a combattere contro l’omofobia. Il provvedimento, ritenuto da FdI non pertinente con la delibera in votazione, è stato accantonato. E oggi Varchi, a poche ore dalla parata del Pride, mentre il sindaco partecipava alla conferenza stampa in vista della sfilata pomeridiana, ha attaccato: «Prendo nettamente le distanze dal patrocinio concesso al corteo del pride e alle manifestazioni collaterali. Non ha alcun senso concedere questi patrocini a manifestazioni che hanno una chiara connotazione politico-ideologica, schierandosi apertamente contro il governo nazionale e, più in particolare, difendendo la pratica aberrante della surrogazione di maternità, attaccano apertamente una proposta di legge che già dalla scorsa legislatura come Fratelli d’Italia portiamo avanti e della quale, peraltro, io sono prima firmataria e relatrice in Parlamento. Finché ci saremo noi al governo la ‘rabbià e il conflitto propugnati dagli organizzatori della manifestazione, saranno destinati a rimanere parole al vento».

Lagalla prova a evitare lo scontro frontale con gli alleati di FdI e parla di «legittima espressione del pensiero» da parte della sua vice, «ma – sottolinea – nella qualità di sindaco devo interpretare non solo il sentimento di una coalizione ma quello dell’intera città. Io sono il garante dei diritti civili, delle libertà e della dignità delle persone. Il bene maggiore della rappresentanza democratica è quello di interpretare non il pensiero dominante ma le sensibilità diverse e artic ate, importanti e rilevanti, che stanno all’interno della comunità».

Mentre a Palermo si scatenava la polemica, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, fresco di rielezione, nel presentare il Pride cittadino che si concluderà sabato prossimo (la madrina sarà Vladimir Luxuria), metteva in guardia dal «non dare nulla per scontato, i diritti sono preziosi e bisogna sempre combattere soprattutto quando nel mondo, e non sono in Italia, vengono messi in discussione».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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