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Palermo, preso il latitante Giovanni Vitale: i carabinieri hanno seguito la moglie

Di Redazione |

I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale hanno individuato e catturato, in un casolare nelle campagne tra Montelepre e Giardinello, il latitante Giovanni Vitale, di 47 anni, noto come “il Panda”, affiliato alla famiglia mafiosa di Resuttana, a Palermo. A lui i carabinieri sono arrivati seguendo la moglie. Il ricercato era insieme al suo fiancheggiatore, il palermitano Salvatore Billeci, 33 anni, operaio incensurato, che, alla vista dei militari, ha tentato una fuga attraverso una finestra sul retro dell’abitazione.

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All’operazione hanno partecipato circa 50 carabinieri, che hanno circondato il casolare, supportati dall’alto da un elicottero dell’Elinucleo di Boccadifalco.

Vitale era delegato alla gestione delle estorsioni, alle dirette dipendenze del boss Giuseppe Fricano, già reggente del mandamento mafioso di Resuttana. Nel 2014, nell’ambito dell’operazione “Apocalisse”, veniva eseguito un provvedimento restrittivo nei confronti di più di cento indagati, ritenuti responsabili, a diverso titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata e continuata, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, rapina, detenzione illegale di armi e munizioni, danneggiamento e incendio, tutti reati aggravati dalle modalità e finalità mafiose, consentendo di ricostruire l’organigramma delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Partanna Mondello e Resuttana, nonchè di accertare la “nascita” della nuova famiglia mafiosa Pallavicino-Zen.

Giovanni Vitale era responsabile di due vicende estorsive aggravate e continuate, in concorso, commesse nel 2012. In passato, era stato già arrestato per associazione finalizzata al traffico di droga e per tentata estorsione, e nel 2016, si è reso inoltre responsabile di diverse violazioni agli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. Dall’11 ottobre scorso era di fatto irreperibile presso il suo domicilio, non ottemperando alla prescrizione relativa all’obbligo di presentazione presso le forze di polizia.

Ed il 15 dicembre la Corte di Appello di Palermo ha emesso il decreto che ne ha dichiarato il suo “stato di latitanza”. Le indagini, che hanno portato alla cattura del latitante, sono state coordinate dalla Procura Distrettuale di Palermo, diretta dal procuratore Francesco Lo Voi, e coordinate dai pm Vittorio Teresi, Annamaria Picozzi, Amelia Luise e Roberto Tartaglia.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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