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Politica

Chi è Elisabetta Belloni, la donna ai vertici dei Servizi segreti, tra i candidati al Quirinale

Ambasciatrice, sempre in prima linea nelle emergenze internazionali, a capo dell'intelligence

Di Redazione

 Oggi la quarta votazione per il  Quirinale con i partiti ancora alla ricerca di un nome condiviso da tutti. La cerchia di possibili candidati sembra per ora essersi ristretta a Draghi, con la netta opposizione di Salvini e di altri che lo ritengono prezioso come premier, Casini, nome fortemente sostenuto dal centro, ed Elisabetta Belloni, il cui nome era già circolato qualche giorno fa come possibile premier al posto di Draghi presidente della Repubblica. Una figura poco nota al grande pubblico ma di grande rilievo per la delicatezza degli incarichi ricoperti. A questi nomi si aggiungono Cartabia e Cassese. 

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Elisabetta Belloni, 63 anni, romana, ambasciatrice sempre in prima linea nelle emergenze internazionali, è stata nominata l'anno scorso, proprio da Mario Draghi, Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, la prima donna ad arrivare ai vertici dei Servizi segreti italiani. Così come è stata la prima donna a guidare l'Unità di crisi, la prima  dirigere la Cooperazione allo Sviluppo, la prima capo di gabinetto del ministero degli Esteri (era Paolo Gentiloni),  la prima a diventare Segretario della Farnesina.    

Nata a Roma, il 1 settembre 1958, si laurea nel 1982 in Scienze Politiche alla Luiss di Roma e, tre anni dopo, entra nella carriera diplomatica. Nell'agosto 1986 posta fuori ruolo presso l'Unido a Vienna. Negli anni '90 e' Primo Segretario, prima presso le organizzazioni internazionali a Vienna, poi all'Ambasciata d'Italia a Bratislava. Rientrata a Roma si occupa di Russia e Paesi dell'Europa centro orientale, presso la Direzione Affari politici della Farnesina.    Ma e' nel 2004 che Belloni diventa un volto noto anche fuori dalle mura del ministero. Nominata Capo dell'Unita' di Crisi a novembre, solo un mese e mezzo dopo, a Natale, deve affrontare la tragedia dello tsunami nel sudest asiatico con migliaia di italiani presenti nella zona interessata, centinaia di dispersi, il difficile compito di contattare le famiglie delle vittime, e la gestione dei rimpatri.    Nel marzo del 2007 ancora da capo dell'Unita' di Crisi è in prima linea anche per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan, che lei stessa definira' "un gioco di squadra". Seguiranno altre crisi e altri sequestri, con Belloni ormai abituata a dormire nel suo ufficio della Farnesina.    

Nel 2008 viene nominata Direttore della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, dove restera' fino al 2012. E nel 2013 Direttore della Direzione generale per le Risorse e l'Innovazione, dove gestisce il taglio dei costi del ministero in un clima difficile nel rapporto con l'opinione pubblica e la crescente 'antipolitica'.    Nel 2014 viene promossa Ambasciatore, una delle poche donne diplomatiche ad aver raggiunto finora il piu' alto grado della carriera diplomatica. Nel 2015 l'incontro con Gentiloni alla Farnesina. Poi, a capo dell'intelligence. Numerose la sue relazioni nel mondo diplomatico, economico, istituzionale, compreso quello dei Servizi.

Poco si conosce della sua vita privata. È vedova da qualche anno, è stata sposata con Giorgio Giacomelli, ambasciatore, scomparso nel febbraio 2017, ama camminare - scrive il Corriere della sera - e tutte le mattine va alla Farnesina a piedi camminando all'alba per un'ora. Nel  weekend si rifugia nella sua casa nella campagna aretina, con gli "adorati tre pastori alsaziani", dove "cura l'orto con  le sue mani".

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