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Dall'edilizia ai termovalorizzatori, tante leggi al palo: l'Ars non supera l'impasse

Sì alle risorse per i forestali, confronto serrato sul piano rifiuti del governo Musumeci

Di Giuseppe Bianca

A poche settimane dallo stop estivo Sala d’Ercole rinuncia a fare gli straordinari e il lavoro procede per piccoli step. Il voto finale sul finanziamento della campagna antincendio e le risorse per i forestali ieri è stato dato con 35 voti a favore. Di questi 16 erano delle opposizioni. 
La commissione Bilancio è saltata per due volte consecutive ed è convocata per oggi. L’ingorgo dunque è alle porte e anche il ddl sull’edilizia che ieri ha ceduto il passo alla discussione in Aula su rifiuti e termovalorizzatori deve incassare ancora il sì su oltre venti articoli prima del voto finale. Sulla tenuta del centrodestra le nubi non si sono ancora diradate e l’agenda delle cose da fare da qui alla sosta rischia di essere sconfessata dalle fibrillazioni della coalizione. 

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Ieri l’Ars si è confrontata sulla questione rifiuti, tra impianti per la valorizzazione e la legge di riforma. A chiarire i passaggi essenziali per il governo l’assessore Daniela Baglieri che ha ricordato come «in tre mesi non possiamo produrre la soluzione definitiva, ma ci sono stati 174 sindaci che hanno trovato la possibilità di fare accordi quadro per evitare i rifiuti fuori, aggiungendo sui termovalorizazatori sono una soluzione, non l’unica, servono risposte nel medio e nel lungo periodo». 

Giampiero Trizzino dei 5stelle non ha nascosto il suo scetticismo: «Tutte le città che li hanno utilizzato - ha detto - hanno iniziato i processi di dismissione di questi impianti, sena contare che non ha senso pensare di risolvere un’emergenza con una proposta che vedrà la luce tra almeno 5 anni». I grillini hanno anche presentato un ordine del giorno che rivede la proposta di avviso esplorativo per gli impianti di valorizzazione. Critico anche il Pd con Barbagallo: «Dopo 4 anni  siamo sorpresi dall’annuncio dei due inceneritori. Per noi è una previsione illegittima e non prevista dal Piano Rifiuti. Non si comprendono le ragioni che ha determinato il fabbisogno di due impianti. La previsione sembra  inoltre antieconomica».  

Siparietto a due tra Antonello Cracolici e l’assessore Toto Cordaro. Il primo ha parlato di «intermediari di professione che stabiliscono il valore dei conferimenti e chi può accedere o meno in determinati impianti», ricevendo dall’assessore di Musumeci l’invito ad andare in Procura. Cracolici ha replicato: «Si tratta del Comune di Misilmeri, ha avuto il diniego ed è stato poi visitato da un intermediario che gli ha proposto di conferire nello stesso impianto che qualche giorno prima dice che era saturo. Tutto questo fa parte di un’interrogazione parlamentare che è già agli atti».
Per i democrat i termoutilizzatori, termine definito “petaloso” dal leader di Attiva Sicilia, Angela Foti, rappresentano «un gigantesco ritorno al passato. Il passato si mangia il futuro», ha chiosato Cracolici.

Mediano di sostanza invece a fine seduta il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che pensando di intercettare un trend favorevole dopo l’intervento dell’assessore si è rivolto al Parlamento: «Che ne facciamo di questa riforma? Mi è sembrato che ci sia una disponibilità a fare delle modifiche», aggiungendo una richiesta supplementare al governo sulla situazione debitoria degli Ato. Il presidente della commissione Ambiente, Giusi Savarino, ha invece chiesto l’audizione su alcuni punta della riforma della sezione di controllo della Corte dei conti «per capire che tipo di risposta possiamo dare nei tempi e che sia anche tollerata dai territori».

Oggi Sala d’Ercole prova ad andare avanti sul Ddl edilizia in attesa di capire quanto si potrà completare del percorso legislativo da qui a breve. 

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